Una fuoriuscita di petrolio greggio e gas nel nord-est del Niger ha provocato un incidente ambientale di «gravità eccezionale». L’episodio, che risale al 25 settembre nel pozzo petrolifero Goumeri W-8, nel blocco di Agadem, non è ancora completamente sotto controllo, secondo quanto ha detto ieri il ministero del Petrolio.
Dal pozzo, situato a 1.700 chilometri dalla capitale Niamey, nella regione di Diffa, e gestito da Cnpc Niger Petroleum, filiale locale della compagnia cinese China National Petroleum Corporation (Cnpc), sono fuoriuscite grandi quantità di idrocarburi, proiettati a oltre dieci metri di altezza. Il greggio si è inoltre riversato sul terreno per centinaia di metri.
La piattaforma interessata, condivisa con i pozzi Goumeri W-3 e W-4, ha subito gravi danni e l’integrità delle due installazioni vicine risulta compromessa. Non si registrano vittime, mentre due dipendenti esposti all’incidente sono stati ricoverati in ospedale.
Le autorità hanno escluso, sulla base delle prime verifiche, l’ipotesi di un atto criminale o terroristico, pur non avendo ancora stabilito le cause dell’incidente. Il governo ha avviato un’indagine indipendente con il supporto di esperti algerini e ha annunciato misure per contenere la fuoriuscita, prevenire incendi, limitare i danni ambientali e mettere in sicurezza i pozzi adiacenti.
Le squadre specializzate stanno lavorando per contenere il greggio con argini, trincee e bacini di raccolta, prima di recuperarlo e trasferirlo all’impianto di trattamento di Goumeri.
Il Niger produce petrolio dal 2011 e il blocco di Agadem è uno dei principali poli estrattivi del Paese: da qui il greggio viene trasportato attraverso un oleodotto di circa 2.000 chilometri fino al Benin, sulla costa atlantica. Le autorità hanno assicurato che saranno accertate le responsabilità e risarciti i danni secondo la normativa vigente.


