26/09/14 – Sudafrica – La pesante eredità dell’apartheid sul sistema scolastico

di AFRICA

 

Terminata nel 1993, la politica di segregazione razziale-o apartheid-istituita in Sudafrica nel secondo dopoguerra ha lasciato dietro di sé una traccia difficile da eliminare. I segni si ritrovano ancora oggi nella società sudafricana, tra le più ineuguali al mondo per livello economico e sociale.

Una scuola dell’obbligo a due velocità – Nonostante gli sforzi compiuti dal governo di Pretoria negli ultimi anni, la scuola dell’obbligo sudafricana resta profondamente da segnata da una profonda differenza tra gli istituti scolastici pubblici. Le scuole dell’obbligo delle aree residenziali o notoriamente abitate dai bianchi hanno sempre goduto di ingenti risorse e dei migliori insegnanti, mentre le cose sono andate diversamente per quelle localizzate nelle township più povere del Paese. Ancora oggi i livelli di preparazione dei ragazzi che escono da questi istituti è profondamente diverso tra loro. La fine dell’apartheid, infatti, non ha significato maggiore accesso degli studenti meno abbienti alle scuole migliori, le cui tasse annuali restano proibitive per la maggior parte della popolazione.

Un Paese a caccia di laureati – Come conseguenza di una scuola dell’obbligo sbilanciata, il numero di coloro che ogni anno riesce ad accedere all’Università è tra i più bassi al mondo. Le statistiche parlano di un 15% del totale. Tra questi, il numero di quelli che arriva alla laurea diminuisce sensibilmente. Come per gli istituti pubblici dell’obbligo, anche le Università statali si dividono in quelle di serie A e quelle di serie B, anche se in alcuni degli atenei storici sono iniziati dei corsi di recupero per gli studenti con carenze formative dovute a una scuola dell’obbligo inadatta. Come ad esempio la più famosa università del Paese, quella di Città del Capo.

La danza come opportunità – In molte città sudafricane si diffondono iniziative formative di vario genere. L’obiettivo è appassionare i ragazzi a cose concrete, indirizzandoli verso attività, passioni e magari future professioni. Questo è l’obiettivo della compagnia di balletto Joburg (l’altro nome con cui viene chiamata Johannesburg) tra le più importanti nel Paese, che ha istituito un programma di sviluppo nelle aree più depresse e violente della città (come Soweto e Alexandra). Grazie a questa iniziativa centinaia di giovani si sono avvicinati alla danza classica e moderna. Per alcuni la danza si è trasformata in una vera e propria professione. – Euronews

 

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