Zimbabwe – Biti libero su cauzione. Mdc oggi presenta ricorso sul voto

di Marco Simoncelli
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Dopo il rifiuto della sua richiesta d’asilo da parte dello Zambia e il suo arresto da parte delle autorità zimbabwane, l’oppositore politico Tendai Biti ieri è apparso in manette di fronte ai giudici del palazzo di giustizia della capitale Harare.

L’accusa nei suoi riguardi era quella di aver fomentato le proteste post-elettorali della scorsa settimana. In particolare è stato accusato di “proclamazione illegale di risultati elettorali” e “violenza su strade pubbliche”. I giudici hanno poi deciso di liberarlo su cauzione (5000 dollari) e di interdirlo dalla partecipazione a “dibattiti pubblici e conferenze stampa” oltre all’obbligo di presentarsi due volte al giorno alla polizia.

Il 52enne Biti ha detto ai reporter che “la lotta continua” una volta uscito dal tribunale dopo ore di incertezza sul suo destino. Biti è stato ex ministro dell’economia dal 2009 al 2013 sotto l’ex dittatore Robert Mugabe deposto lo scorso novembre. Dopo essere passato il suo partito, People’s Democratic Party, ha formato una coalizione con il Movimento per il cambiamento democratico (Mdc) di Nelson Chamisa in vista delle elezioni che si sono svolte lo scorso 30 luglio.

La scorsa settimana ben sei persone sono state uccise durante la repressione violenta delle forze di polizia ed esercito ai danni dei supporter dell’Mdc, che erano scesi in strada nella capitale Harare per protestare dopo la proclamazione dei primi risultati elettorali che hanno dato la vittoria al presidente uscente Emmerson Mnangagwa e al partito da sempre al potere nel paese Zanu-Pf.

Durante il conteggio dei voti Biti ed altri esponenti dell’opposizione avevano annunciato la vittoria dell’Mdc oltre ad aver accusato la Commissione elettorale di imparzialità e di manipolazione dei risultati.

La decisione delle autorità zambiane di rifiutare la richiesta di asili di Biti quando mercoledì si presentato al valico di frontiera di Chirundu per sfuggire all’arresto, è stata fortemente criticata sia dall’Ambasciatore degli Usa in Zimbabwe, Brian Nichols, sia dall’Alto commissariato Onu per i Rifugiati che si è detto “preoccupato” e considera “una violazione delle leggi internazionali” il rifiuto di asilo di Lusaka.

Nel frattempo ieri l’Mdc di Nelson Chamisa, che non ha riconosciuto i risultati elettorali denunciando brogli, ieri ha annunciato che oggi depositerà i documenti per fare ricorso contro l’esito del voto presso la Corte Costituzionale che avrà 14 giorni a partire dalla consegna per deliberare.

La scorsa settimana la Commissione elettorale dello Zimbabwe ha proclamato nuovo presidente Mnangagwa con il 50,8 % dei voti rispetto al 44,3 % di quelli conseguiti da Chamisa.

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