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marocco

    FOCUS

    Marocco, sconfitta attesa per gli islamisti al governo, spazio al partito del miliardario

    di Celine Camoin 10 Settembre 2021
    Scritto da Celine Camoin

    Cambierà il futuro assetto governativo del Marocco. Le elezioni parlamentari dell’8 settembre hanno sancito una pesante sconfitta per Partito per la giustizia e lo sviluppo Pjd, formazione islamista moderata vincitrice delle due precedenti elezioni, e la vittoria del Rassemblement national des indépendants (Rni, raggruppamento nazionale degli indipendenti), formazione di centro destra dell’uomo d’affari Aziz Akhannouch.

    “Era una sconfitta attesa”, ha detto ad Africa Lorena Stella Martini, analista dell’European Council on Foreign Relations di Roma, commentando il tracollo del partito islamista al potere da 10 anni. “Ci si aspettava il crollo dei consensi – spiega -. Questo ultimo anno e mezzo, caratterizzato dalla pandemia di covid-19, è stato molto duro per il Paese nordafricano. Il malcontento e il disinteresse per la politica dei marocchini si è abbattuto sul principale partito di governo anche se non si possono attribuire a questa formazione tutte le colpe delle difficoltà economiche e politiche nazionali”.

    L’analista dell’European Council on Foreign Relations di Roma ha anche ricordato che l’Rni, emerso con prepotenza come nuovo partito di maggioranza relativa al parlamento di Rabat, non è una formazione nuova ma già da tempo calca la scena della politica marocchina. “Il successo è stato costruito negli anni – ha proseguito Lorena Stella Martini nel suo colloquio con Africa -. Basti pensare che il programma con il quale si è presentato alle urne è il risultato di una vasta consultazione della popolazione e quindi ha raccolto molte delle esigenze più sentite dai marocchini”. Il leader del partito Aziz Akhannouch, aggiunge ancora l’analista, è stato ministro dell’Agricoltura nella passata legislatura, è anche un imprenditore ed è accreditato come uno degli uomini più ricchi d’Africa. “È un protagonista della scena economica, sociale e politica del Paese – chiosa -. Ha ottimi rapporti con la Casa reale”.

    Proprio sul ruolo del re Mohammed VI e sui rapporti con l’Rni, l’analista dell’European Council on Foreign Relations di Roma ha spiegato che, nel periodo di crisi causato dal coronavirus, la Casa reale ha svolto un ruolo centrale nel rilancio economico: “È la monarchia ad aver tracciato il piano di riforme che dovrà portare il Paese fuori dalle secche della stagnazione. In questo senso, avere al governo una formazione non ostile, non potrà che rendere più fluida l’azione tracciata dal re”. Secondo Lorena Stella Martini, però, è ancora presto per poter dire se queste elezioni rappresentano davvero una svolta che porterà a un cambiamento nella politica estera marocchina, anche perché della coalizione governativa faranno parte anche altre formazioni. “Va ricordato che sulla politica estera marocchina c’è una forte ipoteca della Casa reale che ne fissa i presupposti – ha concluso l’intervista con Africa -. Detto questo non credo che ci saranno grandi sconvolgimenti”.

    Partito membro della coalizione governativa uscente, l’Rni secondo i risultati provvisori sul 96% delle schede scrutinate è arrivato in testa con 97 seggi su 395. Il capofila del partito della colomba (questo il simbolo del Rni) era in lizza ieri anche per la carica di sindaco di Agadir, nelle elezioni comunali che si sono svolte contemporaneamente alle legislative e alle regionali.

    Aziz Akhannouch, leader del Rassemblement national des indépendants (Rni, raggruppamento nazionale degli indipendenti)

    Durante la campagna elettorale, Akhannouch aveva promesso risposte “molto positive” alle aspettative dei cittadini, che evidentemente gli hanno dato fiducia. Il programma del Rni si è articolato attorno alla protezione sociale, alla creazione di servizi sanitari e a un’istruzione di qualità. Nel campo dell’istruzione, si è reso popolare proponendo un aumento degli stipendi degli insegnanti, come misura per rendere il settore più attraente.

    Il partito ha anche prestato particolare attenzione ai pensionati e agli anziani, soprattutto quelli senza reddito e di età superiore ai 65 anni, proponendo aiuti mensili che possono raggiungere i 1.000 dinari (95 euro) entro il 2025, con l’obiettivo di consentire a questa categoria di condurre una vita dignitosa. Tra le promesse elettorali, la creazione di un milione di posti di lavoro e il miglioramento del rapporto tra amministrazione e cittadino. Aziz Akhannouch ha affermato che l’Rni ha presentato candidati con integrità ed esperienza nella gestione degli affari e delle imprese locali, nonché nella comunicazione con i cittadini. #TuMéritesMieux, Meriti di meglio, è stato lo slogan del partito, che ha annunciato ai marocchini “un governo che ti protegga, che garantisca la tua dignità e che risponda alle tue priorità: salute, lavoro, istruzione”.

    Aziz Akhannouch – l’uomo più ricco d’Africa secondo la classifica dei miliardari 2021 di Forbes – è il proprietario di maggioranza di Akwa Group, un conglomerato multimiliardario fondato da suo padre e da un partner, Ahmed Wakrim, nel 1932. Ha interessi in petrolio, gas e prodotti chimici attraverso Afriquia Gaz e Maghreb Oxygene, quotate in borsa. Dal 2007 occupa la poltrona di ministro dell’Agricoltura, della pesca marittima, dello sviluppo rurale e delle Acque e foreste.

    Alle parlamentari di ieri, secondo i risultati provvisori, è arrivata seconda la principale formazione d’opposizione, il Partito dell’autenticità e della modernità (Pam) con 82 seggi. Terzo, il partito Istiqlal (Pi, 78 seggi), seguito dall’Unione socialista delle forze popolari (Usfp, 35 seggi), dal Movimento popolare (26 seggi), dal Partito per il progresso e il socialismo (Pps, 20 seggi), dall’Unione costituzionale (Uc, 18 seggi) e dal Pjd che ha mantenuto solo 12 seggi. Gli altri partiti politici condividono 12 seggi. Secondo i risultati provvisori di stanotte, il tasso di partecipazione ha superato il 50%, un’affluenza ritenuta molto soddisfacente.

    (C. Camoin/E. Casale)

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