Le regine del deserto: drag queen tra le dune del Sudafrica

di Tommaso Meo

Il vecchio Karoo Theatrical Hotel di Steytlerville era destinato all’oblio. Oggi è rinato grazie alla coppia di nuovi proprietari che ogni fine settimana indossano i panni di due personaggi scostumati ed esilaranti, e intrattengono i loro ospiti mettendo in scena un esplosivo show di cabaret

testo di Omphile Khumalo – foto di Michele Spatari / Afp

Steytlerville è una piccola città sudafricana persa nell’immensità del deserto del Karoo (in lingua khoisan, significa “terra della sete”). Si trova nel Capo Orientale, 180 chilometri a nord-ovest di Port Elizabeth, una zona arida e poco popolata fuori dai circuiti turistici. La strada per arrivarci è un nastro d’asfalto che serpeggia tra praterie ingiallite, dune sabbiose e distese di sassi. Provenendo da nord, lungo la R329, la prima cosa che si avvista in periferia è la gigantografia di una vecchia bandiera sudafricana (aveva tre bande orizzontali: arancio, bianco e blu) dipinta sul fianco di una montagna, con le date 1928-1994. Proseguendo, dopo un centinaio di metri si viene accolti dal cartello di una congregazione protestante che proclama a lettere cubitali: «Gesù è il Re dell’Universo». Entrati nel centro abitato, guidando a velocità moderata lungo la strada principale della città, in meno di un minuto ci si è già lasciati Steytlerville alle spalle. Un pugno di case circondate dal nulla.

«Qui si alternano estati ardenti e inverni rigidi dove il silenzio è così puro che puoi sentire il pensiero di Dio, le stelle così vicine che devi solo allungare le mani per toccarle». Così un sito turistico descrive Steytlerville che, secondo l’anagrafe comunale, ospita 1.835 abitanti. Il tempo qui è rarefatto, le giornate passano oziose. Non c’è un gran viavai di gente, non ci sono grossi motivi per transitare da queste parti. Tranne il fine settimana. Ogni sabato sera, arrivano da ogni parte della provincia decine di auto: portano coppie di sudafricani bianchi – donne e uomini di mezz’età, dai corpi sfioriti e spesso sovrappeso – attratti dallo show più sfacciato e sorprendente del Sudafrica rurale: The Steytlerville Follies.

Lustrini e paillettes

È uno spettacolo di cabaret e di drag queen (artisti, generalmente omosessuali o transessuali, che si esibiscono in spettacoli di varietà travestiti da donne, sfoggiando un trucco e un abbigliamento volutamente appariscenti, improntati a un’idea di femminilità eccessiva) che va in scena sul palco di un piccolo e storico albergo cittadino, il Karoo Theatrical Hotel. Protagonisti indiscussi della serata sono Mark Hinds e Jacques Rabie, i proprietari dell’hotel, coppia omosessuale, che stupiscono i loro ospiti indossando i panni di due personaggi strabilianti e irriverenti: la diva del deserto Dame Leyla Lamborghini e il maestro di pianoforte Freddy Ferrari. Vestiti in abiti sgargianti d’altri tempi, tempestati di lustrini e paillettes, pesantemente truccati, si esibiscono in canti trascinanti, balli scostumati, e spassosi sketch di cabaret.

Il proprietario dell’hotel Jacques Rabie si trucca per trasformarsi nel suo alter ego, Dame Leyla Lamborghini, in occasione dello spettacolo del sabato sera al Karroo Theatrical Hotel. Foto: Michele Spatari / Afp

Lo spettacolo si protrae fino a notte inoltrata per la gioia del pubblico, che si assiepa attorno ai tavolini dove a lume di candela si sgranocchiano pezzi di biltong (la tipica carne essiccata e stagionata) e si sorseggiano drink ghiacciati dall’alto tasso alcolico.

Coda al botteghino

I biglietti dello spettacolo vanno a ruba, al punto che occorre prenotarsi con mesi di anticipo per un posto in platea. «Se racconti a qualcuno che c’è un drag show nel bel mezzo del nulla… è inevitabile che l’evento susciti curiosità», racconta Hinds mentre dà gli ultimi ritocchi al set. «La gente di campagna non sa neppure di cosa si tratta, non ne ha mai sentito parlare in vita sua, e non avrebbe mai pensato che fosse possibile assistere a qualcosa del genere». Luci da discoteca illuminano il piccolo palco del ristorante dove un pianoforte a coda nero risalta su sfondo di tende rosa. «Oltretutto lo spettacolo è un ottovolante di emozioni, oltraggiosamente divertenti».

Nel suo camerino, pochi minuti prima dell’inizio dello spettacolo Rabie ricorda le difficoltà iniziali. «È stata un’impresa mettere in scena uno spettacolo di questo tipo in una regione selvaggia conosciuta per l’allevamento degli struzzi», ricorda mentre si trucca davanti a uno specchio e prova un tutù di piume rosa. «C’era diffidenza, al massimo curiosità. Poi ,con il passaparola il pubblico è cresciuto» e oggi ogni sabato c’è la coda all’ingresso dell’hotel.

Un “gioco” di successo

«A dire il vero, lo spettacolo di drag queen non era nei nostri piani», confessa Hinds, che racconta come tutto è iniziato: «Avevo visto su un giornale locale una pubblicità che diceva “Hotel in vendita nel Capo Orientale”. L’annuncio mi è ripassato sotto gli occhi la settimana successiva, e poi ancora quella dopo. Era un edificio abbandonato in un posto dimenticato da Dio che evidentemente non interessava a nessuno». Nel 2003 decise di andare a curiosare assieme alla sua compagna, Rabie. «Quando l’abbiamo visto ce ne siamo innamorati subito. Lo abbiamo acquistato e sistemato con l’idea di andarci a vivere. Ci piaceva l’idea di avere tante stanze a disposizione per i nostri hobby. Ma non passò molto tempo prima che i cittadini venissero a bussare per chiedere quando avremmo aperto l’hotel. Solo a quel punto ci siamo resi conto che quella folle idea avrebbe anche potuto essere una bella avventura da vivere».

Steytlerville tuttavia era una città sonnacchiosa e pigra, serviva un’attrazione per richiamare i clienti. «Avendo viaggiato molti anni per tutto il mondo esibendomi come clown bianco, è venuto naturale mettere a frutto la mia esperienza di spettacoli di strada», dice Hinds, che con la compagna condivide una grande passione per il teatro e il cabaret. «The Steytlerville Follies è nato quasi per gioco, sembra quasi impossibile pensare che sia diventato realtà».

Il proprietario dell’hotel Jacques Rabie (a sinistra) illustra il menu della cena agli ospiti attraverso uno spettacolo di ventriloquismo. Foto: Michele Spatari / Afp

Voglia di trasgressione

Accolto dal suo partner sul palco, Rabie, che sfoggia una parrucca bionda, tacchi alti, una pesante collana di perle bianche e un corsetto rosa scintillante, si lancia in canti e balli scatenati. Ad applaudire c’è anche Lara Engelbrecht-Wilbraham, 44 anni, rappresentante di prodotti a energia solare. «Oggi è il mio compleanno», racconta. «Abbiamo prenotato un tavolo con il mio compagno e due amici… Lo show è spassoso, elegante e bello. È la seconda volta che vi assisto. Imperdibile». C’è voglia di trasgressione anche nel Sudafrica più profondo. Lo show ha sdoganato le identità fluide, omosessuali e transessuali. Ai tempi dell’apartheid il sesso era fortemente censurato dalla rigida morale protestante. Oggi non ci sono più tabù (il Sudafrica ospita ogni anno la più grande fiera del sesso del continente e domina, assieme alla Nigeria, la classifica dei Paesi africani a maggior consumo di sex toys). Non solo. La Nazione Arcobaleno vanta una delle leggi più progressiste al mondo, soprattutto per quanto riguarda la tutela dei diritti Lgbtq+. I campanili delle chiese dominano sempre i centri rurali, in apparenza il tempo sembra essersi fermato, ma la realtà è molto diversa e persino i pastori delle comunità più tradizionaliste – come quelle metodista, luterana e calvinista – hanno dovuto allentare le redini per non correre il rischio di ritrovarsi soli alle celebrazioni domenicali.

Lo spettacolo The Steytlerville Follies è pieno di allusioni a sfondo sessuale. E la cosa non crea imbarazzi né scandali neppure tra i praticanti della chiesa presbiteriana. «Non c’è nulla di diabolico né di peccaminoso in questo show», urla un fedele «molto devoto», paffuto e senza capelli, seduto in prima fila.  «Domani sarà il giorno dedicato al Signore, stanotte è consacrata alle signore».

Questo servizio è uscito sul numero 2/2026 della rivista Africa. Per acquistare una copia, clicca qui.

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