Nata a La Goulette da una famiglia di origine siciliana, l’attrice ha incarnato per tutta la vita un’identità profondamente mediterranea, sospesa tra Italia e Tunisia. Il 26 e 27 settembre Tunisi e la sua città natale le rendono omaggio con due proiezioni, Il Gattopardo e L’isola del perdono
di Enrico Casale
Nelle sue vene scorreva sangue siciliano, ma è stata la Tunisia a vederla crescere e affermarsi. Claudia Cardinale ha sempre portato con sé questa doppia natura. Italotunisina: l’Italia nel cuore, l’Africa sulla pelle. E proprio la Tunisia, suo Paese di adozione, la ricorderà a un anno dalla sua scomparsa con una doppia commemorazione cinematografica organizzata per oggi e domani, 26 e 27 settembre tra la capitale Tunisi e La Goulette, sua città natale.
Le iniziative, promosse dall’ambasciata d’Italia e dall’Istituto italiano di cultura di Tunisi, prenderanno oggi nella nuova sede dell’Iic alla presenza di Francesca Cristaldi, nipote dell’iconica interprete. Per l’occasione verrà proiettato il capolavoro di Luchino Visconti, Il Gattopardo, nel quale la stella del cinema vestiva i panni di Angelica Sedara. Domani, domenica 27 settembre, le celebrazioni si sposteranno a La Goulette per la proiezione all’aperto di L’isola del perdono, ultimo film interpretato dall’attrice per la regia di Ridha Béhi nel 2022. L’evento gratuito si terrà proprio di fronte al murale dedicato all’artista in via Scipione, luogo simbolo del profondo legame tra l’attrice e il suo Paese d’origine.
Nata a La Goulette il 15 aprile 1938 da una famiglia di origine siciliana, Cardinale crebbe in un ambiente multiculturale, parlando francese, arabo tunisino e dialetto siciliano. Nel 1957, dopo essere stata eletta la più bella italiana di Tunisi in un concorso di bellezza, arrivò la svolta che le avrebbe aperto le porte del cinema italiano e internazionale.
Negli anni Sessanta e Settanta interpretò alcuni dei ruoli più celebri della storia del cinema, diretta da registi come Luchino Visconti, Federico Fellini, Sergio Leone, Blake Edwards e Werner Herzog. Tra i film più noti Il Gattopardo, accanto ad Alain Delon e Burt Lancaster, 8½ di Fellini e C’era una volta il West di Leone.
La sua carriera, oltre 130 film, si accompagnò a un forte impegno civile. Nel 2000 fu nominata ambasciatrice di Buona Volontà dell’Unesco, dedicando particolare attenzione alla difesa dei diritti delle donne. Il quotidiano tunisino La Presse l’ha definita «la più tunisina delle donne italiane», sottolineandone il ruolo di simbolo di un’identità mediterranea capace di unire culture diverse.
Il legame con la Tunisia rimase profondo per tutta la sua vita. La Goulette, allora città cosmopolita dove convivevano arabi, ebrei, italiani, maltesi e francesi, fu il luogo della sua infanzia e della formazione di un’identità plurale. Dopo il trasferimento in Italia e il successo internazionale, Cardinale continuò a parlare con affetto della terra natale, dei suoi paesaggi, della luce mediterranea e delle strade del quartiere in cui era cresciuta.
Morta in Francia nel settembre 2025, a 87 anni, Claudia Cardinale ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del cinema mondiale e un’eredità culturale che lega ancora oggi Italia e Tunisia.



