Sudan | L’impegno italiano dopo le alluvioni

di Stefania Ragusa
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Si stanno moltiplicando gli sforzi dell’Italia in Sudan, Paese colpito da luglio da una serie di alluvioni e inondazioni che hanno causato la morte di 110 persone e colpito più di 650.000 persone in tutto il Paese. Nei giorni scorsi a Mayo, uno dei distretti più poveri della periferia di Khartoum dove vivono 600.000 rifugiati, sfollati e migranti, si è svolta una visita agli interventi in corso realizzati dalla Cooperazione italiana. La visita – si legge in una nota della Cooperazione italiana – si è svolta in presenza del Sottosegretario del Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Sociale, Mohamed Elshabik, del nuovo Commissario Generale della località di Jabel Awlia Ehad Asheem Ismail, dell’Ambasciatore d’Italia a Khartoum, Gianluigi Vassallo e del Titolare della Sede di Khartoum dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics), Vincenzo Racalbuto.

«In questi tempi difficili [… ] è imperativo mostrare supporto a coloro che stanno soffrendo a causa di questa calamità e per una più grave insicurezza alimentare», ha sottolineato l’Ambasciatore Italiano. La Cooperazione Italiana è attiva in tutte e quattro le aree di Mayo con una serie di interventi per un ammontare di oltre 4 milioni di euro. A Mayo Angola, la scuola di Maymouna con oltre 350 studenti è stata completamente riabilitata con il supporto dell’ong sudanese Hope Sudan. Inoltre, quattro canali e tre ponti sono stati realizzati e riabilitati a Jabel Awlia grazie alla partecipazione della comunità locale. Gli interventi hanno fatto seguito all’analisi effettuata lo scorso marzo dalla Fondazione CIMA – centro di eccellenza della Protezione Civile italiana- con l’obiettivo di valutare le aree soggette al ristagno e definire possibili soluzioni per lo smaltimento delle acque superficiali. 

«La Cooperazione Italiana è impegnata nell’area di Mayo e continuerà a sostenere la popolazione più vulnerabile. Stiamo, infatti, lavorando a un approccio di riduzione del rischio disastri: 1800 sacchi di iuta riempiti di sabbia e 225 teli di plastica sono stati distribuiti alla popolazione locale nelle aree di Yarmouk, Gabboush, Angola e Mandella. I canali verranno completati la prossima settimana, e siamo in procinto di avviare la costruzione di una nuova scuola a Mayo Mandella utilizzando materiale locale e un approccio comunitario bottom-up», ha evidenziato Vincenzo Racalbuto, titolare della Sede AICS di Khartoum. 

Oltre ai canali e alla scuola Maymouna, la delegazione ha visitato la clinica pediatrica di Emergency finanziata dall’Italia, oltre che da altri donatori. La clinica assicura cure pediatriche gratuite a bambini fino a 14 anni, servizi di cura pre- e post-natale e programmi di screening per la malnutrizione oltre che corsi sulle regole d’igiene di base. Infine, la delegazione si è recata a Mayo Yarmouk dove – AISPO – nell’ambito del programma di primissima emergenza finanziato dalla Cooperazione Italiana – ha installato dei serbatoi per raccogliere e conservare l’acqua piovana proveniente dai tetti.

(Fonte: InfoAfrica)

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