São Tomé e Principe, di Giorgio Pagano

di Matteo Merletto
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È a Príncipe che la teoria della relatività di Einstein trovò, per la prima volta, conferma sperimentale. Era il 1919 e l’astrofisico inglese Arthur Stanley Eddington, che aveva deciso di “credere” nel suo geniale collega tedesco, si recò sull’isola per fotografare le stelle durante un’eclissi di sole. L’audace missione riuscì e la teoria della relatività cominciò a godere di credibilità. Ma non è certo questo che ha fatto dell’arcipelago saotomense il centro dell’attenzione…

Questo Diario do centro do mundo (sottotitolo) – «più unico che raro», come evidenzia Mario Giro nel suo contributo – è praticamente il solo che è dato reperire in italiano, a parte due introvabili titoli anni Ottanta. E già questo ne farebbe un motivo d’interesse. Aggiungiamo che l’autore, già sindaco della Spezia per due mandati, ha sviluppato fin da allora – inizio millennio – un fattivo interesse per la cooperazione internazionale che passa per gli enti locali (è stato anche delegato Anci per questa materia).

A São Tomé è rimasto più di un anno per un “progetto di progetti” (iniziativa di “Funzionari senza frontiere”, associazione di cui Pagano è presidente) ed è pure un buon fotografo. Ne è così uscito un libro che alle immagini abbina numerosi testi – sue corrispondenze dall’arcipelago lusofono ma anche articoli di anni precedenti: articoli relativi a molti aspetti diversi, dove la descrizione non va mai senza la riflessione, e che sono arricchiti da una prefazione del professor Calchi Novati (a quanto pare il suo ultimo testo pubblicato). Insomma di che cominciare a farsi un’idea più precisa di un Paese povero e incantevole, oltre che di come si può fare cooperazione decentrata.

Edizioni Cinque Terre, 2016, pp. 238, € 25,00

(Pier Maria Mazzola)

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