Salvini e i migranti: forte coi deboli

di Raffaele Masto

Se proprio Salvini vuole mettere in riga l’Europa sulla questione immigrazione deve chiedere poche semplici cose. Primo. Che l’Unione apra le sue frontiere interne. Cioè che la Francia consenta il passaggio di migranti da Ventimiglia, che l’Austria apra il Brennero, che la Svizzera apra i suoi valichi. Secondo. Deve chiedere di annullare il principio che guida gli accordi di Dublino, e cioè che il primo paese nel quale il migrante appoggia i suoi piedi deve poi farsene carico per sempre. Terzo deve esigere che ogni paese europeo si faccia carico di una quota minima di migranti.

Ma Salvini si guarda bene dal fare queste richieste. Preferisce prendersela, nel caso dell’Aquarius, con seicento migranti spossati da mesi di viaggio, di angherie e torture. Non dica che l’Italia ha agito per il loro bene. No! Li ha messi in mezzo, li ha usati come ostaggi ben consapevole che sono i più deboli.

Di fronte al prevedibile rifiuto dei paesi europei ad aprire le loro frontiere, Salvini ha un ottimo argomento da far valere: i numeri. Si, perchè i numeri sono imparziali e dimostrano che non c’è nessuna invasione, a differenza di ciò che Salvini ha sempre detto o sotto inteso fino ad ora. Ecco i numeri: il 2016 è stato l’anno record di arrivi dalla rotta Mediterranea, 181.000 persone sbarcate e accolte sulle nostre coste. Il numero di per sé è già insignificante per l’Italia che ha 60 (sessanta!) milioni di abitanti. Per l’Europa, che ha 500 (cinquecento!) milioni di abitanti, è addirittura quasi incalcolabile. O meglio, direi fisiologico in quelli che sono i movimenti migratori mondiali.

Ma Salvini si guarda bene dal premere veramente sull’Europa. Preferisce minacciare i migranti e dire che sta minacciando l’Europa. Salvini, in realtà, è forte con i deboli e silenzioso con i forti.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)

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