Rd Congo, migliaia di civili uccisi nell’Est da inizio anno

di claudia

Più di 2.750 civili sono stati uccisi dall’inizio dell’anno nell’est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc), hanno comunicato ieri alcune Ong internazionali. “In molte aree, la presenza di gruppi armati non statali attivi sta aggravando il ciclo di violenza in corso, innescando massicci spostamenti di popolazione e aggravando una situazione umanitaria già fragile”, ha dichiarato il Forum delle Ong internazionali nella Rdc in un comunicato stampa, citando come fonte l’International Ngo security organization (Inso).

Lunedì, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Ocha) ha avvertito della “violenza galoppante” e dei “crescenti bisogni umanitari” nella parte orientale della Rdc. L’Onu ha posto la gravità di questa crisi “al massimo livello”.

Due giorni dopo, Medici senza frontiere ha chiesto un aumento “rapido e concreto” degli aiuti umanitari per l’est della Rdc, “di fronte a una crisi di proporzioni storiche nel Nord Kivu”, una delle province più colpite dalle violenze in corso nella regione da quasi 30 anni.

Nel suo comunicato stampa, il forum, composto da almeno 124 organizzazioni non governative internazionali che operano nella Rdc, ha anche segnalato un “rapido e allarmante deterioramento” della situazione umanitaria nell’est del Paese. Le Ong “sono anche allarmate dalla riduzione dello spazio umanitario legato alla recrudescenza della violenza mortale del conflitto e alla militarizzazione della regione”.

Oltre ad aumentare gli aiuti umanitari, chiedono alla comunità internazionale di “intensificare il suo impegno politico e diplomatico per trovare una soluzione e porre fine a questo ciclo perpetuo di violenza” nel Paese.

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