Proteggiamo le affascinanti e misteriose zebre

di claudia
zebra

Oggi 31 gennaio si celebra la Giornata Internazionale della zebra, uno degli animali più affascinanti che popolano le savane africane. Il loro mantello a strisce, ottimo espediente per confondere i predatori e tenere lontano i parassiti, è entrato a far parte della cultura di massa, che lo ha riproposto in vari ambiti, dalla moda alla segnaletica stradale. Purtroppo questi animali fondamentali per l’ecosistema, stanno pian piano diminuendo, complice la mano dell’uomo.

Oggi si celebra la zebra, bellissimo animale dal mantello a strisce bianche e nere. Dedicare una giornata a questa creatura a strisce è un modo per porre i riflettori sulla loro conservazione e il ruolo fondamentale che hanno nell’ecosistema.

In natura non esiste solo un tipo di zebra: le zebre di pianura, quelle di montagna e infine la zebra di Grévy, o zebra imperiale. La prima è la più diffusa e presenta le iconiche strisce bianche e nere. La zebra di montagna è invece diffusa principalmente in Sudafrica, le strisce variano dal nero al marrone scuro che sono diffuse per tutto il corpo, ad eccezione della pancia.
Le zebre di Grévy, riporta earth,org sono caratterizzate da strisce sottili e più ravvicinate e dalle orecchie grandi e rotonde. Si tratta della sottospecie più a rischio estinzione: attualmente ne rimangono solo 2.250 esemplari, riporta la medesima fonte.

Una volta questi affascinanti e misteriosi animali erano diffusi in tutta l’Africa, ad oggi la popolazione risulta in calo nel 60% Delle sei sottospecie, una è già estinta a causa della caccia eccessiva alla fine del XIX secolo. La caccia eccessiva e la perdita di habitat sono le minacce primarie per le zebre di pianura.

Secondo uno studio pubblicato dalla Royal Society nel 2020, il mantello a strisce assume un importante funzione per tenere lontani i parassiti. I ricercatori hanno osservato infatti che le mosche evitavano di atterrarci su, ma volavano più velocemente nelle vicinanze e si avvicinavano meno ai mantelli a strisce. Un’altra caratteristica interessante del mantello delle zebre è che le zebre hanno la capacità di confondere i predatori. I leoni, ad esempio, rischiano di confondere il mantello con l’erba. Inoltre, le questi animali sono uno dei pochi mammiferi che vede i colori.

Il loro mantello iconico si è diffuso nella cultura di massa. Dalla moda che propone per le collezioni più “rumorose” questo motivo a strisce bianche e nere, per passare alla segnaletica stradale. Il primo a fare il paragone tra l’attraversamento a strisce e le strisce della zebra africana è stato Jim Callaghan, membro del Parlamento inglese alla fine degli anni ’40. Callaghan ha visitato gli esperimenti sugli attraversamenti stradali e ha osservato che assomigliavano alla creatura a strisce e il nome dell’affascinante mammifero è rimasto per indicare gli attraversamenti pedonali.

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