Opposizione divisa in RDC in vista delle elezioni del 23 dicembre

di Raffaele Masto

I giochi sono lungi dall’essere fatti nella Repubblica Democratica del Congo, che si sta preparando per le elezioni previste per il 23 dicembre. A pochi giorni dall’inizio della campagna elettorale, l’opposizione sta trattando per andare unita alle elezioni, cioè con un unico candidato in modo da non disperdere i voti. Il paese vive queste ultime ore al ritmo degli alti e bassi di questa trattativa. Le speranze sono già andate deluse pochi giorni fa quando l’accordo per un singolo candidato è stato infine respinto da due principali oppositori: Felix Tshisekedi dell’Unione per la democrazia e il progresso sociale (UDPS, principale partito di opposizione) e Vital Kamerhe Unione per la nazione congolese (UNC).

Ora si continua a trattare ma le speranze di arrivare ad una intesa prima dell’inizio ufficiale della campagna elettorale, sono poche. Le dichiarazioni dei vari leader infatti sono perlopiù critiche ai loro avversari politici interni piuttosto che agli avversari veri, cioè la coalizione che sostiene Emmanuel Shadary Ramazan, l’uomo che Joseph Kabila ha designato come suo successore.

Tutto questo accade a fronte del fatto che un recente sondaggio pubblicato alla fine di ottobre dava come favorito un potenziale candidato unico appoggiato sia da Tshisekedi che da Kamerhe.

In questo quadro la coalizione unica voluta da Kabila si è potuta addirittura permettere di criticare gli oppositori affermando che i suoi rivali sono incapaci di idee comuni e che non sono all’altezza della situazione mentre la macchina della maggioranza sta funzionando a meraviglia. Il candidato Emmanuel Shadary Ramazani ha già costituito il suo team di campagna composto da 500 politici ed ha di fatto cominciato la campagna elettorale.

Quello dell’opposizione divisa che perde contro il presidente-dittatore uscente è un classico in Africa. In Repubblica Democratica del Congo, se dovesse avvenire, vanificherebbe una lotta di mesi, durissima, che ha lasciato sul terreno diversi morti per ottenere la non candidatura di Kabila ed elezioni entro dicembre.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)

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