Omaggio al nostro Raffaele Masto, straordinario narratore dell’Africa

di Marco Trovato
Tempo di lettura stimato: 4 minuti
Raffaele Masto, giornalista della Rivista Africa e di Radio Popolare, ci ha lasciati esattamente un anno fa: il 28 marzo 2020. 
Raffaele è stato tra i più acuti osservatori e lucidi narratori del continente africano. Per oltre trent’anni ha seguito da vicino guerre, crisi umanitarie, rivoluzioni, svolte democratiche… i maggiori eventi della storia contemporanea. Oggi alle ore 18 la nostra Rivista, in collaborazione con il Comitato Amici di Raffa, organizza un evento online in ricordo del giornalista e scrittore.
Interverranno amici e colleghi, per rivivere assieme i suoi reportage, illustrare il Premio Raffaele Masto e presentare in anteprima il libro postumo L’Africa riscoperta.
Un appuntamento imperdibile per tutti coloro che hanno amato Raffaele Masto e il suo modo di raccontare l’Africa.

La partecipazione è gratuita fino a esaurimento dei posti disponibili, previa iscrizione

Nei suoi numerosi libri e reportage, nelle sue appassionate conferenze, nel suo seguitissimo blog Buongiornoafrica, Raffaele Masto ha raccontato i tormenti e le speranze dell’Africa. Ha denunciato i soprusi del potere, le ingiustizie del sistema economico, gli interessi occulti delle multinazionali, la complicità della classe politica occidentale nei confronti dei più spietati dittatori. Con le sue puntuali corrispondenze dai teatri dei conflitti dimenticati, ha contribuito a squarciare il silenzio dei grandi media – spesso distratti, opportunisti, accecati dagli stereotipi. Lo ha fatto con il suo stile: coniugando ragione e cuore, intelligenza e bontà d’animo, professionalità e passione civile.

Raffaele su una pista della Nigeria, nazione che amava moltissimo

Non è mai stato un fautore del giornalismo anglosassone: freddo, asettico, imparziale (o presento tale). Era un cronista militante, ma onesto e scrupoloso: prendeva posizione apertamente, e lo scriveva. Senza mai restare prigioniero di ideologie o di pregiudizi. Senza mai perdere di vista il senso del nostro mestiere, che è anzitutto quello di raccontare fatti e aiutare a comprenderli, ma è anche quello di tentare di abbattere i muri mentali e dilatare gli orizzonti della nostra società. Che si trattasse di occuparsi di una guerra o di una rivolta popolare, o semplicemente di una nazione in pieno fermento, Raffaele stava sempre dalla parte degli oppressi, degli emarginati, delle popolazioni sfruttate in cerca di riscatto. Raccontava sopraffazioni e angherie subìte dai più deboli. Ma non rinunciava a svelare la straordinaria umanità delle bidonville, l’inaspettata vitalità e creatività celate nei luoghi più miserabili, l’insopprimibile voglia di liberazione dei diseredati.

Raffaele impegnato a intervistare un re a Port Harcourt, Nigeria

Le sue idee, le sue parole, erano frutto dell’esperienza diretta sul campo, di viaggi spesso avventurosi nei luoghi più disparati dell’Africa: dove si recava appena poteva per raccogliere notizie, informazioni, dati, testimonianze… quell’enorme bagaglio di conoscenze, inaccessibile ai giornalisti rinchiusi nelle redazioni, che rendeva i suoi racconti profondi e illuminanti. Aveva una sensibilità speciale. Metteva sempre al centro delle notizie le vicende umane, i destini delle persone incontrate nel suo infaticabile peregrinare. Soprattutto aveva un immenso amore per il suo lavoro… e per la vita che gli è sfuggita troppo presto e all’improvviso, facendo piombare noi tutti in un’angoscia insopportabile.

In Burundi assieme a dei bambini nel 2015

Raffaele Masto

Giornalista della rivista Africa e di Radio Popolare di Milano, curatore del blog di analisi Buongiorno Africa, Raffaele Masto ha seguito da inviato le principali crisi e conflitti del continente africano: la caduta del regime di Menghistu in Etiopia; la nascita dell’Eritrea indipendente; la guerra civile in Somalia e la missione Restore Hope; il genocidio in Ruanda; il crollo del dittatore Mobutu in Congo; la guerra civile in Sudan; il conflitto in Darfur; le tensioni in Ciad; la guerra civile in Nord Uganda; la guerra dei diamanti in Angola. I suoi libri, tutti tradotti in diverse lingue, sono: In Africa (Sperling & Kupfer 2003), L’Africa del Tesoro (Sperling & Kupfer 2007), Io, Safiya (Sperling Paperback – Frassinelli 2004), Libera (Sperling Paperback 2005), La scelta di Said – storia di un kamikaze (Sperling & Kupfer 2008), Buongiorno Africa (Mondadori Bruno 2011), Dal vostro inviato in Sud Sudan (Radio Popolare 2014), Africa (Tam 2016), Il Califfato nero (Laterza 2016), La variabile africana (Egea 2019). Nei prossimi mesi sarà pubblicato Mal d’Africa (Rosenmberg & Seller), scritto a due mani con il giornalista Angelo Ferrari.

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