Nigeria – Quadro di Enwonwu venduto a più di un milione di euro

di Marco Simoncelli

Asta da record per una tela del pittore nigeriano Ben Enwonwu, venduta da Sotheby’s per 1,3 milioni di euro, sette volte la cifra di partenza.

La storia di Christine, titolo del quadro firmato dal pittore considerato il padre del modernismo nigeriano, è davvero singolare. Il ritratto di una giovane donna nera che indossa un vestito giallo e un cappello abbinato è stato realizzato da Enwonwu a Lagos, nel 1971. Christine era nata a New York, ventenne si trasferì in Ghana e poi a Lagos nel 1969, dove diventò amica del pittore, che decise di ritrarla. Da allora il dipinto è rimasto nella casa della famiglia della modella, che non lo aveva mai fatto valutare. Poi, per caso, come racconta Rfi, 50 anni dopo la sua realizzazione, i genitori di Christine hanno digitato su Google il nome dell’artista che ha firmato la tela e sono stati diretti su una piattaforma britannica di valutazione online delle opere.

Una ricerca che sicuramente ha lasciato di stucco gli ormai ex-proprietari della fortunata tela, per decenni all’oscuro del suo importante valore economico. Enwonwu, deceduto nel 1994, è passato alla storia per aver dipinto Tutu, nota come la “Monna Lisa africana”. Anche questo suo fortunato quadro è stato scoperto per caso in una casa londinese e venduto all’asta nel 2018 per più di 1,3 milioni di euro. A far conoscere Enwonwu al grande pubblico è stata anche la statua di bronzo commissionatagli nel 1956 in occasione della visita della regina Elisabetta in Nigeria.

Lontano dai canoni stilistici tradizionali africani, Ben Enwonwu aveva studiato arte a Oxford negli anni Quaranta, rimanendo influenzato dall’arte europea. Per questo è considerato uno dei padri del modernismo africano. Era un panafricanista convinto ed era legato alle correnti di pensiero politiche e letterarie legate all’anticolonialismo e alla Negritudine di Aimé Césaire e Léopold Sédar Senghor, che aveva incontrato negli anni Cinquanta. Nelle sue opere voleva rappresentare la bellezza di un’Africa indipendente che rivendicava, orgogliosa, le qualità del popolo nero.

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