Nigeria – Di nuovo al voto per scegliere i governatori

di Marco Simoncelli

In Nigeria ieri si sono svolte le elezioni per il rinnovo di 29 dei 36 governatori degli Stati federali della più grande democrazia africana in un contesto segnato dal massiccio dispiegamento di militari che però non sono riusciti ad impedire due attacchi a dei seggi che hanno causato almeno sette vittime.

La tornata avviene due settimane dopo la rielezione del presidente Muhammadu Buhari per un secondo mandato, in cui ha battuto il principale rivale Atiku Abubakar, il quale ha contestato i risultati. Ora si attendono i risultati di questo secondo e importante appuntamento elettorale, ma, secondo le previsioni degli esperti, in alcuni governatorati (come Kaduna, Akwa Ibom, Imo, Kano e Kwarale) le sfide dovrebbero essere più accese rispetto a quanto avvenuto nelle presidenziali, dato che i due maggiori partiti nigeriani si battono per il controllo di Stati federali con bilanci a volte più ingenti di quelli di alcune nazioni africane.

Prima di questo voto il partito al potere All Progressives Congress (APC) controllava 22 stati, mentre il principale schieramento d’opposizione, il Peoples Democratic Party (PDP) ne aveva 13.

In un paese dove più della metà della popolazione vive con meno 1,90 dollari al giorno, sono stati segnalati casi di voto di scambio anche per somme di denaro irrisorie. L’affluenza è stata bassa, ma sicuramente superiore a quella registrata nelle recenti presidenziali dove ha votato solo il 35,6% degli elettori. Questo perché molti nigeriani si sentono impattati più direttamente dalle scelte politiche che vengono prese a livello statale.

Le elezioni riguardano anche i parlamenti degli Stati federali coinvolti. Questi, ricorda l’Economist citato dall’Ansa, spesso vengono guidati dai governatori come “feudi personali, accumulando fortune” e perpetuando la loro influenza attraverso loro “protetti” anche quando hanno esaurito i due mandati consentiti.

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