Libero l’ex presidente ivoriano Gbagbo. Una sentenza che pesa sul processo elettorale

di Raffaele Masto
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L’ex presidente ivoriano Laurent Gbagbo è stato prosciolto dalla Corte Penale Internazionale dalle accuse di avere commesso crimini di guerra nel conflitto che tenne a ferro e fuoco il paese per dieci anni.

Si tratta di una decisione che riguarda il periodo tra il 2010-2011, quando si era arrivati allo scontro finale di una guerra iniziata dieci anni prima nella quale sono morte circa tremila persone. Uno scontro di potere nel quale entrarono, direttamente, anche i militari francesi che alla fine penetrarono nel Bunker ad Abidjan dove Gbagbo era rifugiato con la compagna Simon e i suoi fedelissimi, tra i quali un pastore evalgelico che, pare, aveva assicurato la vittoria alla fazione di Gbagbo spingendoli a resistere fino alla fine, anche di fronte all’evidenza di una imminente sconfitta (nella foto il momento della cattura).

La Francia volle al potere Alassane Ouattara che aveva vinto le elezioni previste dal processo di pace. Quest’ultimo ha deciso recentemente di non presentarsi alle prossime presidenziali del 2020 ma il paese sta dirigendosi a questo appuntamento in un clima di crescente tensione tra il partito del capo dello stato uscente, quello di un altro ex presidente, Henri Konan Bedie, deposto da un colpo di stato e il Partito di Gbagbo, appunto, che ha ancora un importante seguito nel paese. Il suo proscioglimento non è solo una riscrittura della storia recente ma ora avrà certamente conseguenze importanti nella campagna elettorale e nel voto.

Un voto cruciale perché è l’appuntamento con il quale la Costa D’Avorio sancirà il suo passaggio dalla guerra e dall’instabilità alla normalità e alla stabilità. In questi anni dell’immediato dopo-guerra è andata molto bene, con una crescita di quasi il cinque per cento. Ma la prova definitiva è il 2020, le prossime elezioni. Il proscioglimento di Gbagbo, adesso, complica tutto e rischia di rimettere in discussione alleanze e programmi e anche le commesse miliardarie che Ouattara ha concesso, ovviamente, alla Francia, come l’ammodernamento del porto di Abidjan, il più importante del Golfo di Guinea, la costruzione del quarto ponte sulla laguna della capitale e una serie di opere minori ma molto costose.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)

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