Liberia, sospesi tre funzionari sanzionati dagli Usa per corruzione

di claudia

Il Presidente della Liberia, George Weah, ha annunciato nei giorni scorsi di aver sospeso con effetto immediato tre funzionari del suo governo –  Nathaniel McGill, Sayma Syrenius Cephus e Bill Twehway – che erano stati sanzionati dagli Stati Uniti per il loro coinvolgimento in casi di corruzione pubblica. 

A renderlo noto l’Ufficio della Presidenza della Repubblica della Liberia, in una nota in cui si legge che Weah “ha ricevuto con seria preoccupazione” il rapporto con cui il Dipartimento del Tesoro ha designato il ministro di Stato per gli Affari presidenziali e capo dello staff del presidente, Nathaniel McGill, il procuratore generale e procuratore capo della Liberia, Sayma Syrenius Cephus, e l’amministratore delegato dell’Autorità portuale nazionale (Npa), Bill Twehway, per accuse di corruzione sulla base del Global Magnitsky Act.

“Il presidente Weah considera gravi le accuse contro i funzionari contenute nel rapporto”, si legge ancora nella nota, precisando che sono già stati incaricati i vice dei funzionari sospesi ad agire in loro vece. 

McGill è ministro di Stato per gli Affari presidenziali e capo dello staff del presidente George Weah; Cephus è l’attuale procuratore generale e procuratore capo della Liberia; Twehway è l’attuale amministratore delegato dell’Autorità portuale nazionale (Npa).

“Con la loro corruzione, questi funzionari hanno minato la democrazia in Liberia per il proprio tornaconto personale”, ha dichiarato in un comunicato il sottosegretario al Tesoro per il terrorismo e l’intelligence finanziaria Brian E. Nelson. “Le designazioni odierne del Tesoro dimostrano che gli Stati Uniti restano impegnati nel ritenere responsabili i soggetti corrotti e nel continuo sostegno al popolo liberiano”.

In seguito alle sanzioni degli Stati Uniti, tutte le proprietà e gli interessi relativi dei tre individui che si trovano negli Stati Uniti o sono in possesso o sotto il controllo di persone statunitensi devono essere bloccati e segnalati all’Office of foreign assets control (Ofac) del Dipartimento del Tesoro. Inoltre, “le persone che effettuano determinate transazioni con le persone designate rischiano di essere esposte a sanzioni o di essere soggette ad azioni esecutive”, si legge nella nota.

Il Dipartimento del Tesoro Usa ricorda che la corruzione ha rappresentato “una lunga sfida per la democrazia e l’economia della Liberia, privando il popolo liberiano dei fondi per i servizi pubblici, dando potere agli attori illeciti e distruggendo lo stato di diritto”.

Il Dipartimento del Tesoro ha fatto sapere che, nello specifico, durante il suo mandato di governo, McGill “ha corrotto proprietari di aziende, ha ricevuto tangenti da potenziali investitori e ha accettato bustarelle per indirizzare contratti a società in cui aveva interessi”.

McGill “ha manipolato le procedure di appalto pubblico per assegnare contratti multimilionari a società di sua proprietà” e ha utilizzato fondi governativi destinati ad altre istituzioni governative liberiane per gestire i propri progetti. Ha anche effettuato pagamenti in contanti in nero ad alti dirigenti del governo e ha organizzato i signori della guerra per minacciare i rivali politici, ha dichiarato il Tesoro.

Cephus ha invece ricevuto tangenti da persone in cambio dell’archiviazione dei loro casi giudiziari e ha anche fatto da scudo a riciclatori di denaro e li ha aiutati a passare attraverso il sistema giudiziario, secondo il Dipartimento del Tesoro. Ha intimidito i pubblici ministeri nel tentativo di bloccare le indagini ed è stato accusato di aver alterato le prove in casi che coinvolgevano membri di partiti politici di opposizione.

Secondo la medesima fonte Twehway ha orchestrato il dirottamento di 1,5 milioni di dollari di fondi per il deposito delle navi dall’Npa a un conto privato e ha costituito una società privata alla quale ha poi assegnato unilateralmente un contratto per il carico e lo scarico di merci al porto di Buchanan. Twehway e altri complici si sono serviti di membri della famiglia per nascondere il proprio coinvolgimento nella società, pur beneficiando finanziariamente della stessa. 

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