L’Etiopia sedotta dal Maggiolino

di claudia

Nel cuore del Corno d’Africa furoreggia una leggenda automobilistica tedesca. La storia della celebre utilitaria, incontrastata icona di stile in tutto il mondo, s’intreccia con quella etiopica dai tempi di Haile Selassie. Oggi ad Addis Abeba ci sono raduni e club dedicati alla celebre Volkswagen. Possederne una è il sogno di molti

di Diego Fiore  – foto di Eduardo Soteras/Afp

«È bellissimo perché sinuoso e fotogenico. E in più è di facile manutenzione». Nasredin Mohamed non esita quando gli si chiede della sua sfrenata passione per il Maggiolino. Passione che condivide con numerosissimi etiopi che due anni fa, il 21 dicembre si sono dati appuntamento ad Addis Abeba. Per l’occasione, un ampio sterrato di terra battuta della capitale è stato trasformato in palcoscenico per un’esibizione senza precedenti nel Paese: centinaia di Beetles di ogni colore, l’uno di fianco all’altro, a perdita d’occhio, sono stati l’attrazione di un evento fortemente voluto dai numerosi fan di questa vettura di culto. Un evento che è stato una festa per gli appassionati di lunga data ma anche il tentativo di alimentare nelle nuove generazioni l’amore per il Maggiolino.

Possederne uno è però un sogno destinato a restare proibito per i più: «Il punto è che i pezzi di ricambio di questa auto sono costosissimi. Sono proprio i proibitivi costi di manutenzione a spaventare molti – spiega Nasredin –, per questo dobbiamo ancora una volta tenere accesa la passione dei ragazzi». Ancora una volta, sì, perché in passato schiere di Maggiolini percorrevano le strade di Addis Abeba. Ed è forse la nostalgia di tempi lontani che ha chiamato a raccolta qui, su questo sterrato, eleganti signori dal look che richiama quello dei sapeurs congolesima anche donne in abiti tradizionali, in posa per una foto da postare sui social. Un mix stordente di mode e colori, di vintage e di futuristico.

Le auto VW Beetle sono parcheggiate durante il primo evento che riunisce i proprietari di Volkswagen classiche, ad Addis Abeba, il 21 dicembre 2019. – L’evento è il primo del suo genere in Etiopia in cui il classico modello VW Beetle ha fatto parte della vita di molti etiopi. Nasredin Mohamed, uno degli organizzatori, ha dichiarato: “Amiamo le nostre Volkswagen, quindi è per passione che abbiamo organizzato questo evento”. “L’auto è bella, sinuosa, fotogenica, di facile manutenzione.” Ma ha notato che le parti per l’auto sono costose, creando “alti costi di manutenzione”, quindi “i giovani la stanno abbandonando. Dobbiamo ispirare i giovani ad amare di nuovo l’auto”. L’evento ha riunito anche i proprietari del classico furgone VW. (Foto di EDUARDO SOTERAS / AFP)

Status symbol

Simbolo della nascita di Volkswagen e primo prototipo di “vettura per tutti”, il Maggiolino è ancora oggi, dopo più di ottant’anni, incontrastata icona di stile in tutto il mondo. Fu il geniale ingegnere Ferdinand Porsche a completare, nel febbraio del 1938, i prototipi dell’auto che avrebbe rivoluzionato il concetto di mobilità: un gioiello di innovazione di design e meccanica, destinato a diventare la prima vera automobile alla portata di tutti.

In versione berlina e cabriolet, fu battezzata con la sigla Typ1, ma sarebbe passata alla storia come Maggiolino… Anche in Etiopia, dove questa leggenda automobilistica gode tutt’oggi di una imprevedibile popolarità e vitalità. Un tempo rappresentava un privilegio riservato agli uomini legati al potere, ora è uno status symbol, sogno, per l’incipiente classe media urbanizzata, da ostentare nei giorni di festa. Possedere un vecchio Maggiolino e tirarlo a lucido, spesso donando alla sua carrozzeria un tempo malandata un colore il più possibile eccentrico, è, nel cuore del Corno d’Africa, una moda che ha evidentemente fatto fare discrete fortune a carrozzieri pronti a soddisfare le richieste più bizzarre dei clienti. Ad Addis Abeba ci sono club di possessori e collezionisti di Maggiolini. Le quotazioni sul mercato locale dell’usato hanno raggiunto cifre pazzesche. Ma sbaglia chi pensa che si tratti di un fenomeno che nulla abbia a che fare con la biografia della nazione.

Storia senza fine

Quando in Europa questa sinuosa vettura diventava oggetto di culto in seno al movimento hippy (bizzarria della storia del costume, visto che era nata per volere di Hitler, intenzionato a farne il simbolo della motorizzazione di massa della Germania e dunque della borghesia nazista: fu la prima Volkswagen, parola che vuol dire appunto “veicolo del popolo”), nell’Etiopia di Haile Selassie spopolava. E proprio su un Maggiolino regalatogli dal Negus, il leggendario corridore etiope Abebe Bikila fece un terrificante incidente, il 22 marzo 1969, che gli costò l’uso delle gambe. Anni dopo, nel 1974, durante il colpo di stato della giunta militare comunista che lo avrebbe deposto, Haile Selassie fu costretto con le armi a lasciare il palazzo imperiale a bordo di un Maggiolino: i rivoluzionari intendevano umiliarlo, ma il Negus apparve orgoglioso di allontanarsi sull’auto del popolo che lui tanto amava.

Era stato proprio il Negus neghesti, ultimo imperatore d’Etiopia, grande appassionato di motori, a promuovere la diffusione del Maggiolino nel Paese. Negli anni Cinquanta e Sessanta ne fece importare dall’Europa centinaia di esemplari, che regalò a notabili e dignitari. È dunque un arabesco, un ghirigoro dall’andamento imprevedibile, la parabola di questa vettura che, pur fuori produzione dal 2003, è onnipresente elemento di scena nel passato e nel presente dell’Etiopia. E che grazie alla passione di persone come Nasredin Mohamed può guadagnarsi uno spazio anche nel suo futuro.

(Diego Fiore  – foto di Eduardo Soteras/Afp)

Questo articolo è uscito sul numero 6/2020 della rivista. Per acquistare una copia della rivista, clicca qui, o visita l’e-shop.

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