Lavoro minorile, in Africa è ancora emergenza

di Enrico Casale
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Sono 152 milioni di bambini – 64 milioni di bambine e 88 milioni di bambini – coinvolti in lavoro minorile, vale a dire 1 su 10; di questi, 72 milioni sono coinvolti in lavori pericolosi; questa proporzione aumenta nei Paesi più poveri del mondo, dove più di 1 bambino su 4 è coinvolto nel lavoro minorile. In Africa sono almeno 73 milioni i bambini e le bambine coinvolti in questo fenomeno. Sono i dati dell’Organizzazione internazionale del lavoro resi pubblici in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile che si celebra oggi 12 giugno.

“Oggi vogliamo ricordare tutti i bambini coinvolti nel lavoro minorile, tutti i bambini che hanno perso l’istruzione, le famiglie, anche la vita per questa piaga. Il lavoro minorile interferisce con l’istruzione ed è pericoloso per lo sviluppo fisico, mentale e sociale di un bambino – ha dichiarato Francesco Samengo, presidente dell’Unicef Italia all’Agenzia Sir -. Sono ancora troppi i bambini privati della loro infanzia, vittime, loro malgrado, di una realtà spietata che li costringe a diventare improvvisamente adulti e li espone a gravi pericoli. Il Covid-19 ha inoltre inasprito le vite dei bambini, soprattutto quelli più vulnerabili come i bambini che lavorano. È un nostro dovere fare di più per tutti loro, soprattutto oggi”.

Nei Paesi colpiti da conflitti armati – dove vivono circa 250 milioni di bambini – l’incidenza del lavoro minorile è più alta del 77% rispetto alla media globale. Nelle sue forme peggiori, il lavoro minorile può tramutarsi in schiavitù, sfruttamento sessuale ed economico e morte.

Per eliminare il lavoro minorile l’Unicef chiede delle azioni: innanzitutto, “rendere i bambini visibili. I governi devono investire nella raccolta di dati nuovi e migliori sul lavoro minorile”. Serve, poi, “includere i bambini lavoratori nelle iniziative e nei programmi di protezione sociale” e “cambiare le norme sociali e permettere l’empowerment delle comunità”. Infine, occorre “rendere l’istruzione accessibile e maggiormente pronta a rispondere ai bisogni dei bambini lavoratori”.

L’Africa ha il maggior numero di lavoratori minorenni. L’Oil stima che 72,1 milioni di bambini africani siano coinvolti nel lavoro minorile e 31,5 milioni di essi in lavori pericolosi. I progressi contro il lavoro minorile sembrano essersi arrestati negli ultimi anni in contrasto con i continui progressi in altre parti del mondo e nonostante le politiche mirate attuate dai governi africani per combattere il lavoro minorile. È probabile che la regressione sia  legata alla forte spinta demografiche che rende difficile il contrasto da parte dei governi.

In Africa, l’agricoltura assorbe l’85% di tutto il lavoro minorile, 61,4 milioni di bambini in termini assoluti. Il lavoro minorile in agricoltura riguarda principalmente le coltivazioni di sussistenza e l’allevamento del bestiame ed è spesso pericoloso perché i piccoli sono coinvolti in attività senza alcuna protezione. Dei restanti bambini nel lavoro minorile in Africa, 8,1 milioni (11%) lavorano nel settore dei servizi e 2,7 milioni (4%) nell’industria. La maggior parte del lavoro minorile non è retribuita e la maggior parte dei bambini lavora in aziende agricole e imprese familiari.

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