L’Angola ha depenalizzato l’omosessualità

di Marco Simoncelli

L’omosessualità non è più un reato in Angola ed è stata vietata ogni tipo di discriminazione basata sull’orientamento sessuale. È stata infatti cancellata dal codice penale del Paese africano la norma che vietava tutti i comportamenti omosessuali definendoli “vizi contro natura”. La notizia è stata diffusa giovedì dall’organizzazione Human Rights Watch (Hrw).

Il parlamento angolano la scorsa settimana ha infatti adottato un nuovo codice penale, il primo dall’indipendenza dal Portogallo nel 1975, secondo il quale chiunque rifiuti di assumere o fornire servizi a persone in base al loro orientamento sessuale, può essere condannato a due anni di carcere.

L’Angola non ha leggi anti-LGBT, ma i membri della comunità lamentano da tempo numerose discriminazioni nell’accesso ai servizi sanitari ed educativi. Hrw sottolinea che l’unica organizzazione di lobbying per i diritti Lgbt in Angola, Iris Angola, ha ottenuto lo status legale lo scorso anno, dopo quattro anni di attività.

“Ora – dichiara Hrw – bisogna battersi perché anche gli altri 69 Paesi nel mondo in cui le relazioni omosessuali sono criminalizzate seguano l’esempio dell’Angola”.

In Africa l’omosessualità è illegale in 33 dei 54 stati del continente ed è punibile con la morte in  Mauritania, Sudan, Somalia meridionale e Nigeria settentrionale. 

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