Film “Rafiki” proiettato per una settimana a Nairobi

di Marco Simoncelli

Venerdì la giustizia keniana è parzialmente tornata sui suoi passi riguardo il film della regista Wanuri Kahiu, intitolato Rafiki, che lo scorso aprile era stato censurato nel paese perché violava la legge contro l’omosessualità nonostante il successo ottenuto al Festival del cinema di Cannes dove ha debuttato come primo film keniano della storia.

La pellicola sarà finalmente accessibile al pubblico perché verrà proiettata da oggi fino al 29 settembre nelle sale della capitale Nairobi. Questa concessione provvisoria dovrebbe permettere al film di partecipare agli Oscar. Per essere selezionato nella più ambito premio cinematografico, infatti, un film deve essere proiettato per almeno sette giorni nel paese che lo presenta.

Il film “Rafiki” (“amico” in swahili) racconta la storia di due donne lesbiche che lottano contro la famiglia e i pregiudizi per difendere il loro amore. Tratto dal racconto “Jambula Tree” della scrittrice ugandese Monica Arac de Nyeko, è il secondo lungometraggio della keniana Wanuri Kahiu. La regista vuole promuovere storie africane “belle e positive”, ha rifiutato di cambiare la fine della storia come le era stato chiesto dalle autorità keniane.

Secondo quanto affermò il Kenya Film Classification Board (KFCB) in aprile la pellicola “intende legittimare le pratiche lesbiche urta la cultura a i valori del popolo keniano”. Per questo il KFCB aveva avvertito che chiunque fosse stato trovato in possesso del film sarebbe stato perseguito secondo la legge in vigore. Le relazioni fra lo stesso sesso sono ancora illegali in Kenya e la legge prevede pene fino a 14 anni di carcere.

La regista Kahiuex studente della California University UCLA, aveva anche intentato una causa contro il KFCB ma senza alcun successo fino ad ora.

“Sto piangendo. Sono dentro un aeroporto francese. Che gioia! La nostra costituzione è forte! Grazie alla libertà di espressione ce l’abbiamo fatta!” è stata la reazione della Kahiu sul suo account Twitter. 

 

 

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