Comore – Morti e feriti negli scontri a Iconi

di Enrico Casale
poliziotti comoriani
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Nelle Comore sta lentamente tornando la calma, dopo gli scontri del fine settimana che hanno causato la morte di una persona e il ferimento di altre due. Gli scontri sono scoppiati domenica a Iconi, una città adiacente alla capitale. La polizia ha circondato la città per recuperare due veicoli  rubati. I gendarmi sono stati accolti da lanci di pietre e hanno risposto con proiettili veri. In una conferenza stampa, lunedì, i funzionari della città hanno invitato alla calma chiedendo una forte risposta da parte dello Stato. In particolare sottolineano la necessità di trovare i responsabili e punirli, come indicato Aboudou Assoumani, ex ministro degli Interni.

«Si parla di sette feriti di cui due in condizioni critiche (evacuati in Tanzania a spese dello Stato) e un morto. È un picco di violenza mai registrato prima! Vogliamo un’inchiesta imparziale, che vada fino alla fine. Chi ha dato l’ordine di sparare? Siamo in una situazione di ribellione?», si domanda l’ex ministro.

«Il governo non si assume responsabilità -, ha risposto Yousef Mohamed Ali, responsabile della difesa -. Gli agenti hanno incontrato persone che sono venute con le pietre per colpirli. Si tratta di un atto organizzato dai banditi che sono venuti in forza per affrontare le forze dell’ordine. Sono stati sparati colpi in aria e sono questi ad aver provocato i morti e i feriti».

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