Colpo di Stato in Sudan: ancora nessun discorso dei militari

di Raffaele Masto
sudan

In Sudan non c’è ancora stato l’atteso annuncio, in tv e alla radio, dell’esercito che questa mattina ha circondato il palazzo presidenziale all’interno del quale c’è il presidente Omar al-Bashir. L’edificio è circondato da una quarantina di veicoli militari e da decine di soldati in assetto da combattimento. Al momento le uniche notizie ufficiali sono quelle visibili, cioè lo schieramento di militari, dal quale si deduce che è in corso un colpo di Stato. Altra notizia visibile: Khartoum è invasa dalla folla che festeggia mentre il presidio davanti al quartier generale delle forze armate si è ingrossato.

Oltre a queste notizie ci sono solo voci. Alcune attendibili altre meno. Vediamole: fonti interne all’esercito dicono che Omar al-Bashir avrebbe rassegnato le dimissioni. Se così fosse, non si tratterebbe più, formalmente, di colpo di Stato, ma di avvicendamento al potere. Un’altra fonte parla di diversi arresti di alti esponenti del governo. L’aeroporto sarebbe chiuso, ma non ci sono ancora comunicati delle compagnie che annuncino l’arresto delle attività. Un’altra significativa voce parla di un annuncio da parte dell’esercito della formazione di un Consiglio Militare di Transizione. Al Arabiya, di solito molto attendibile, fa anche il nome di chi lo guiderà. Si tratterebbe di Ahmed Awad Ibn Auf, primo vicepresidente e ministro della Difesa.

L’unica altra notizia confermata, come detto, è che, a qualche ora dall’annuncio di un discorso di un alto esponente dei militari, questo discorso non c’è stato. Potrebbe essere il segnale di contrasti interni ai militari.

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