Ciad | Il lato oscuro del lockdown

di Diego Fiore
N'Djamena
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In Ciad, oltre 102mila studenti rifugiati colpiti dal confinamento per la pandemia da coronavirus rischiano di essere reclutati da gruppi armati o soggetti a sfruttamento e violenza domestica, sessuale e di genere. L’allarme arriva da due organizzazioni non governative di gesuiti, Entreculturas e Alboan che, nell’area, stanno compiendo notevoli sforzi per accompagnare questi studenti in altri luoghi, cercando di fornire loro istruzione a distanza online e via radio, con l’obiettivo di garantire la loro sicurezza.

Quello dal Ciad non è l’unico rapporto, ma uno dei tanti, arrivati da più varie parti del mondo, che indicano come il traffico di esseri umani e la schiavitù stiano continuando e forse addirittura crescendo mentre sono in vigore le misure di lockdown contro il Covid-19.
Il blocco in varie parti del mondo è stato efficace nel contenere la pandemia attraverso il distanziamento sociale, ma la disoccupazione, la crescente povertà e l’insicurezza alimentare generate dalle restrizioni hanno reso molte persone, in particolare i poveri, più vulnerabili alla tratta di esseri umani, allo sfruttamento e alla schiavitù.

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