Camerun, la travagliata storia della Festa della gioventù dell’11 febbraio

di claudia
paul biya

di Celine Camoin

L’11 febbraio è una data importante in Camerun, ed è una delle due occasioni nell’anno in cui il presidente della Repubblica, Paul Biya, nella foto, tiene un discorso ufficiale alla nazione. La Festa della gioventù, che oggi ha coinvolto milioni di giovani in sfilate e attività, nasce in realtà da una storia travagliata, scaturita dal referendum tenuto l’11 febbraio 1961 per decidere la riunificazione del Paese. In quella data, il territorio del Camerun, che fino alla prima guerra mondiale era stato una colonia tedesca, fu suddiviso in un’amministrazione a guida britannica a nord e un’altra a guida francese nel sud. Questa pagina importante di storia del Camerun ci viene raccontata da Edmond Kamguia, editorialista de “La Nouvelle Expression”, nonché uno dei pionieri del giornalismo indipendente in Camerun.

L’11 febbraio 1961 fu organizzato dalle Nazioni unite un referendum sull’autodeterminazione dei camerunesi che vivevano nei territori sotto amministrazione britannica. La questione fondamentale era la seguente: unirsi alla Nigeria o rimanere con il Camerun. Il risultato del voto vide i cittadini che vivevano nella parte settentrionale del territorio camerunese sotto amministrazione britannica (Northern Cameroon) optare per l’unione alla federazione nigeriana, mentre la parte meridionale – quella che all’epoca era nota come Southern Cameroon e che oggi è divisa nelle regioni del Nord-Ovest e Sud-Ovest – scelse di riunirsi al Camerun che l’anno prima aveva ottenuto l’indipendenza dalla Francia.

“Il risultato che vide il Northern Cameroon scegliere la Nigeria fu considerato dall’allora presidente Ahmadou Ahidjo come un’umiliazione inflitta dalle Nazioni Unite”, spiega Kamguia. “Avrebbe preferito che tutti i camerunesi anglofoni rimanessero con il Camerun. Ne fece un lutto nazionale. Addirittura chiese di rifare voto, sostenendo che non era stato sincero, ma la richiesta non fu accettata”.

Da quel sentimento di sconfitta nacque la volontà di associare la data dell’11 febbraio a una narrazione costruttiva per il futuro del Paese. Il presidente Ahidjo decise allora di istituire la Giornata della gioventù, con l’auspicio che mai più parte della popolazione volesse lasciare il Camerun. Un augurio disatteso al giorno d’oggi, che vede ormai da più di cinque anni fazioni separatiste delle regioni anglofone impegnate in un conflitto contro l’attuale governo centrale di Yaoundé.

A seguito del referendum dell’11 febbraio la decisione dei cittadini del Southern Cameroon di riunirsi al territorio già sotto amministrazione francese portò i leader politici anglofoni e francofoni all’idea di istituire una repubblica federale nella quale vivere insieme, e alla sua nascita effettiva il 1° ottobre 1961. La struttura federale della Repubblica del Camerun, divisa in due Stati federati, è rimasta in piedi sino al 2 giugno 1972 quando la popolazione fu chiamata a un nuovo referendum per approvare una modifica costituzionale in senso centralistico. Ed è anche perciò che alcuni analisti, tra cui lo stesso Kamguia, ritengono che tornare a una forma di federalismo, anche se diverso da quello passato, possa contribuire ad allentare le tensioni tra i movimenti separatisti e il potere centrale.

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