Algeria: capodanno Amazigh, quella discussa statua del faraone egizio

di Valentina Milani
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Una statua nell’effigie di un faraone egiziano, è stata inaugurata venerdì scorso a Tizi-Ouzou, in Cabilia, in vista della celebrazione del Capodanno berbero (Yennayer) che segna quest’anno l’arrivo del 2971 e che si celebra nella notte tra il 12 e il 13 gennaio. Alta più di quattro metri e scolpita da due giovani artisti, Hamid Ferdi e Samir Salmi, rappresenta il faraone Sheshonq I (“Chachnaq”, in lingua tamazight). Ma la sua installazione ha seminato discordia sui social network.

“Penso che sia troppo grande e credo che sia eccessivo erigere una statua per un faraone egiziano che si crede abbia vaghe origini berbere e di cui si sa poco”, ha commentato il giornalista Djamel Alilat su Facebook. Su Twitter, l’hashtag “Chachnaq è egiziano” è adornato da messaggi di algerini ed egiziani che credono che la sua storia appartenga all’Egitto e non al Maghreb.

Secondo lo storico Fouad Sufi, intervistato dall’Afp, Chachnaq era “un uomo potente, uno dei più importanti generali dell’Egitto faraonico”. Prese il potere intorno al 945 a.C., all’epoca di una crisi di successione, e fondò una dinastia, ma si ritiene che abbia origini berbere, aggiunge il signor Sufi.

La data del 12 gennaio dell’anno 950 a.C. fu scelta dagli attivisti berberi come punto di partenza del calendario di Amazigh, in riferimento all’ascesa al trono di Chachnaq. Ma “la data dell’intronizzazione di Chachnaq è difficile da stimare”, lo storico la qualifica, evocando una scelta “arbitraria”.

Yennayer è una festa agraria che corrisponde al primo giorno del calendario giuliano introdotto nel – 46 a.C. nell’antica Roma. I contadini hanno mantenuto la tradizione. Quest’anno gli eventi ufficiali sono pochi a causa della crisi sanitaria. 

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