Algeria | Aria di repressione

di Enrico Casale
algeria

In Algeria si respira la voglia di porre fine alle proteste da parte dell’autorità. Ad Orano, diverse centinaia di manifestanti sono stati arrestati e portati nelle stazioni di polizia. La maggior parte è stata poi rilasciata dopo essere stata però intimidita.

«L’obiettivo era spaventarci», ha detto un attivista al sito dell’emittente francese Rfi.fr. Giovedì sera e venerdì la polizia ha arrestato centinaia di manifestanti nella seconda città del Paese. Uomini in abiti civili, ma anche reparti speciali delle forze dell’orine insieme ad agenti in motocicletta hanno fermato chi era diretto alle manifestazioni organizzate per protestare contro le elezioni presidenziali e per chiedere un cambiamento del sistema politico.

Uomini, donne e anziani sono stati portati alle stazioni di polizia. I manifestanti affermano di essere stati picchiati, insultati e minacciati dalla polizia. Alcuni si sono trovati i telefoni cellulari svuotati delle foto e dei video memorizzati. Una giovane donna afferma che i suoi messaggi vocali sono stati ascoltati e i messaggi di testo stampati.

Questa è la prima volta che la polizia ha impedito una manifestazione ad Orano. Giovedì e venerdì sono state arrestate decine di manifestanti nelle città di Tlemcen, Aïn Temouchent e Saïda.

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