27/01/2015 – Egitto – Progetto di dialogo nella diocesi di Minya

di Paolo Costantini
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Il villaggio di Delga, nel governatorato egiziano di Minya, nel recente passato è stato al centro di scontri tra clan familiari e di violenze perpetrate da gruppi islamisti fondamentalisti, che hanno provocato morti e costretto numerose famiglie cristiane a lasciare temporaneamente le propie abitazioni. Per questo la diocesi copto-cattolica di Minya ha scelto di promuovere proprio in quell’area una serie di progetti concreti, miranti a favorire la graduale ricomposizione del tessuto della convivenza sociale.

“I progetti – spiega all’Agenzia Fides Anba Botros Fahim Awad Hanna, Vescovo copto cattolico di Minya – cercano di preparare il terreno e favorire un cambio di mentalità che elimini in maniera preventiva i pregiudizi e le chiusure, in un contesto dove anche le tensioni tra clan familiari assumono – spesso in maniera strumentale – coloritura religiosa”. A gestire i progetti è un gruppo di quaranta persone, cristiane e musulmane, residenti per la metà a Delga, che hanno rivitalizzato il comitato locale della “Casa della famiglia egiziana”, l’organismo di collegamento inter-religioso creato anni fa dal Grande Imam di Al Azhar e dal Patriarca copto ortodosso come strumento per prevenire e mitigare le contrapposizioni settarie, in un momento in cui il riesplodere del settarismo fondamentalista sembrava mettere a rischio la stessa unità nazionale.

Al momento, il fiore all’occhiello dei progetti promossi a Delga è il presidio sanitario aperto con il contributo del Catholic Relief Service, dove cristiani e musulmani possono usufruire di assistenza medica e visite specialistiche. Ma rientrano nel programma di sostegno alla riconciliazione sociale e inter-religiosa anche l’inaugurazione di una biblioteca aperta a tutti, la creazione di un dispensario per garantire alle famiglie più povere l’accesso a beni di prima necessità e, soprattutto, i seminari di studio sui temi della convivenza, della cittadinanza e della pacificazione, frequentati da giovani cristiani e musulmani.

“In alcune occasioni – riferisce a Fides il Vescovo Botros Fahim – i ragazzi musulmani e cristiani coinvolti in queste iniziative hanno voluto manifestare pubblicamente lo spirito di riconciliazione che li unisce, passeggiando insieme e fermandosi a conversare e a scherzare negli spazi pubblici più frequentati del villaggio. Momenti di condivisione a cui talvolta hanno preso parte anche sacerdoti e imam della zona”. – GV – Fides.org

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