19/09/13 – Centrafrica – Arrestato in Camerun capo ribelle Miskine

di Mario

Ricercato dalle nuove autorità di transizione di Bangui, è stato arrestato nel confinante Camerun il capo ribelle Abdoulaye Miskine, leader del Fronte democratico del popolo centrafricano (Fdpc). Lo riferiscono fonti di stampa locale ed africana, tra cui il sito d’informazione Alwhida Info, precisando che gli uomini della Direzione di sorveglianza del territorio (Dst) lo hanno fermato in un albergo di Bertoua (est) per poi trasferirlo a Yaoundé, dove sarebbe sotto custodia di un servizio speciale di polizia. Fonti di sicurezza camerunensi sospettano Miskine di servirsi dell’est del paese per destabilizzare il Centrafrica, minacciando di fatto la stabilità dell’intera regione.

Fedele all’ex presidente centrafricano Ange Félix Patassé, tra il 2001 e il 2003 Miskine ha combattuto contro l’ex capo di Stato François Bozizé, per poi creare la ribellione dell’Fdpc, in lotta contro Bangui per 10 anni. Nell’autunno del 2012 Miskine si è alleato con i capi di altre ribellioni – tra cui l’attuale presidente di transizione Michel Djotodia – per costituire un ampio fronte anti-Bozizé: la Seleka. Uscito dalla coalizione ribelle lo scorso marzo, il leader dell’Fdpc è allora entrato in rotta con i ribelli Seleka al potere con un colpo di Stato da ormai sei mesi. Miskine e i suoi uomini hanno più volte combattuto contro la Seleka nel nord-ovest del Centrafrica, non lontano dal confine col Camerun: il suo gruppo ha perso molti ribelli e lui stesso è rimasto gravemente ferito.

Lo scorso luglio Miskine si è recato in Sudan, da dove sarebbe ripartito con carichi di armi e munizioni; ha anche stretti contatti con l’esercito ciadiano e la ribellione di Baba Laddé. All’inizio del mese di settembre il suo Fronte democratico del popolo centrafricano (Fdpc) si è ufficialmente alleato con il Fronte per il ritorno all’ordine costituzionale in Centrafrica (Frocca) di Bozizé per lottare contro la Seleka. I due gruppi potrebbero essere coinvolti nei recenti attacchi che hanno causato decine di morti nella regione dell’Ouham (nord-ovest), a Bossangoa e Bouca.

La situazione sempre più instabile in Centrafrica sarà al centro di un mini-vertice che si terrà oggi a Bamako, dopo la cerimonia di investitura del presidente maliano Ibrahim Boubacar Keita, con la partecipazione di Gabon, Ciad e Camerun. La prossima settimana la crisi centrafricana verrà dibattuta in sede Onu, a margine dell’Assemblea generale a New York. A sostegno di Bangui ci sono poche centinaia di soldati messi a disposizione dai vicini dell’Africa centrale, in attesa del coinvolgimento dell’Unione Africana. – Misna

 

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