Rd Congo – Kasai strage continua: decapitati 42 poliziotti

di Enrico Casale
polizia congolese

Una quarantina di poliziotti sono stati decapitati dopo essere caduti in un agguato teso dai miliziani del defunto capo tradizionale Kamuina Nsapu. L’agguato risale al 24 marzo ed è stato perpetrato contro un convoglio di membri delle forze dell’ordine lungo la strada tra le città di Tshikapa e Kananga, nella provincia del Kasai Centrale. I miliziani hanno decapitato 42 poliziotti ma ne hanno liberati sei che parlavano la lingua locale, lo Tshiluba.
Il nuovo massacro si aggiunge alle continue scoperte di fosse comuni dove sono state sepolte le vittime di uccisioni di massa di civili, tra cui donne e bambini.
Secondo la commissione di esperti dell’Onu che sta indagando sui crimini contro l’umanità commessi nella Repubblica Democratica del Congo, i massacri nel Kasai vanno oltre il conflitto che oppone le forze dell’ordine ai miliziani del defunto capo tradizionale Kamuina Nsapu. Alcune delle fosse comuni finora scoperte si trovano in aree dove non sono presenti i miliziani di Kamuina Nsapu.
La Commissione dei Diritti Umani dell’Onu ha recensito circa dodici fosse comuni tra il Kasai Centrale, dove sono attivi i miliziani di Kamuina Nsapu, e il Kasai orientale. In precedenza Radio France International (Rfi) e la Reuters avevano riferito della scoperta di altre otto fosse comuni. Secondo la Commissione delle Nazioni Unite le vittime sepolte nelle fosse comuni sono state uccise in un modo atroce.
A metà marzo due componenti della commissione di esperti dell’ONU, l’americano Michael Sharp e la svedese Zahida Katalan, sono stati rapiti nel Kasai Centrale e di loro al momento si sono perse le tracce.
Le testimonianze raccolte sul posto accusano i militari delle forze armate congolesi (Fardc) di aver sterminato i presunti fiancheggiatori dei miliziani. Ma il sospetto è che i massacri derivino non solo da una pessima gestione di un conflitto con un capo tradizionale (che era stato ucciso ad agosto dalla polizia), ma dalle tensioni politiche legate al mancato svolgimento delle elezioni presidenziali nel dicembre 2016. Le trattative per attuare gli accordi di San Silvestro, volti a creare un governo di unità nazionale che porti il Paese alle elezioni entro l’anno, non si sono ancora concluse, mentre cresce la tensione tra la popolazione.
(28/03/2017 Fonte: Agenzia Fides)

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