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Pubblicato il 2 Feb 2018 in Buongiorno Africa, NEWS

Cape Town in attesa del day zero

Cape Town in attesa del day zero

La data fatidica è il 12 aprile. Quel giorno la città sudafricana di Cape Town finirà l’acqua potabile disponibile. Non sono previste proroghe perché i bacini dai quali la città – quattro milioni di abitanti – attinge la sua acqua rimarranno definitivamente a secco se i consumi di acqua continueranno ad essere quelli attuali che sono calcolati intorno ai cinquanta litri al giorno.

Lo si sa da tempo, ma come sempre tutti nel nostro mondo iper tecnologico hanno pensato che qualcosa sarebbe successo, che si sarebbe trovata qualche soluzione, che si sarebbe potuto desalinizzare, per esempio, l’acqua del mare che è lì, di fronte a questa bella città nella ultima terra del continente Africa. Invece “no”. Desalinizzare l’acqua per quattro milioni di persone è enormemente troppo costoso, antieconomico e i supersfruttati bacini non sono rifornibili.

Da mesi tecnici e ecologogisti hanno lanciato l’allarme e i politici hanno reagito come di solito fanno i politici: hanno lanciato proclami per diminuire i consumi (che paraltro farebbero solo posticipare il Day Zero…di qualche giorno? Di qualche settimana? Di qualche mese?). I consumi però sono diminuiti di pochissimo, evidentemente la gente crede che si troverà una soluzione che non c’è. Il governo ha già detto che non può investire denaro perché il Sudafrica si dibatti in una grave crisi economica…e anche politica. E ci sono le elezioni a breve.

Intanto il 12 aprile si avvicina a grandi passi e l’unica soluzione sembra essere quella del razionamento: 25 litri di acqua a testa in punti di distribuzione protetti dall’esercito. Se non succederà nulla quello di Cape Town sarà il primo esempio al mondo di una città senza acqua. Cape Town è la più bella città del paese, anche la più sicura e quella con meno popolazione nera ma senza acqua si ritroverà a vivere come vive un campo profughi, con la distribuzione giornaliera, le code, le cisterne che riempiono le strade. O addirittura come uno slum di qualche grande megalopoli africana che ha solo l’acqua di qualche rigagnolo o di qualche pozzabghera.

Un ultima nota: l’OMS stabilisce che il fabbisogno minimo di acqua è di trenta litri giornalieri per lavarsi, cucinare, per igiene personale, per le pulizie.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)