Uganda, ministra a Roma a caccia di partner per energia e terre rare

di claudia
terre rare

Lo sviluppo del settore energetico e la ricerca di partnership in quello minerario, guardando soprattutto al sottosettore strategico delle terre rare: sono questi due degli elementi centrali dell’intervista che il mensile Africa e Affari ha realizzato alla ministra dell’Energia e delle Miniere dell’Uganda, Ruth Nankabirwa, fino a ieri in visita in Italia.

“Siamo in Italia perché sappiamo che qui possiamo trovare ottimi partner per i progetti di sviluppo e crescita che abbiamo tanto nel settore minerario quanto in quello energetico” dice la ministra ad Africa e Affari che ha anticipato alcuni passaggi dell’intervista che verrà pubblicata integralmente nel numero di Marzo della rivista. L’avvio dell’industria dell’Oil e Gas, dopo la scoperta del petrolio nel Lago Albert, al confine con l’est della Repubblica Democratica del Congo, ha già coinvolto aziende italiane del settore ma altre sono al vaglio per le opere infrastrutturali connesse, come l’oleodotto con la Tanzania, o gli impianti di raffinamento. Ma l’Uganda sta comunque lavorando per allargare il proprio mix energetico.

“Abbiamo il petrolio, ma anche una storica ricchezza di idroelettrico. Tuttavia grazie alla nostra posizione abbiamo anche un enorme potenziale in rinnovabili dal fotovoltaico all’eolico, in alcune aree del paese, fino al geotermico” spiega la ministra Nankabirwa. “Stiamo lavorando anche sullo sviluppo dell’energia nucleare che riteniamo la fonte di energia più economica e più pulita. Abbiamo già avuto una prima visita di controllo dall’Agenzia Internazionale per Energia Atomica (Aiea) con la quale abbiamo concluso e passato la fase 1 e ci prepariamo a iniziare la fase 2” dice la ministra ad Africa e Affari.

La Nankabirwa passa poi ad affrontare la questione “strategica” delle terre rare. “In Uganda abbiamo depositi di terre rare e abbiamo già costituito un’associazione per la loro gestione e il loro sviluppo. Non intendiamo limitarci alla semplice produzione ed esportazione ma vogliamo inserirci nella catena del valore di questi minerali fondamentali per la transizione energetica. Siamo aperti a partenariati per sviluppare questo nuovo settore” dice la ministra. “L’Uganda è uno dei paesi più dinamici dell’intero continente africano. È un Paese in cui viene dato ampio spazio al settore privato. La loro visita qui in Italia è legata alla volontà di cercare e costruire partenariati industriali. Le aziende dovrebbero guardare all’Uganda con molta più attenzione” dice l’avvocato Eugenio Bettella dello studio Bergs & More, che ha collaborato all’organizzazione della missione in Italia della ministra dell’Energia ugandese. Prima di lasciare l’Italia la Nankabirwa ha avuto un incontro con Sace.

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