Tra noi, aria (Emuse, 2025, pp. 132, €16) è una raccolta di testi che si colloca nella terra di mezzo che sembra separare ma in realtà congiunge prosa e poesia. Autore è Mohammed Bennis, classe 1948, considerato uno dei massimi letterati marocchini viventi. A lui si deve, per inciso, un ruolo nell’istituzione nel 1999 della Giornata mondiale della Poesia da parte dell’Unesco. L’elemento ispiratore del volume è tratto dalla filosofia occidentale ed è l’arché individuato dal naturalista Anassimene: l’aria, che nei suoi passaggi di stato – rarefazione e condensazione – costituisce il principio dell’esistente. Ma per l’autore essa è anche il luogo in cui l’Io e il Tu si incontrano e, dunque, la condizione di possibilità della relazione e dell’amore.
Bennis possiede una solida conoscenza della poesia classica, araba e non solo. Per la sua scrittura ha scelto però la via della sperimentazione, rimodulando in modo originale la struttura della frase araba e adattandola a una rappresentazione visiva del verso che può ricordare da un lato le cancellature di Emilio Isgrò e dall’altro i calligrammi di Guillaume Apollinaire e di Stéphane Mallarmé. Tradurre in italiano tutto questo, cercando di non “tradire” il testo originale, non era facile. Jolanda Guardi e Hochine Benchina, che hanno raccolto la sfida, hanno dimostrato di essere all’altezza.
Bennis è un autore prolifico: ha pubblicato 14 raccolte di poesie e vari saggi. La sua modernizzazione della lingua araba ha assunto subito un valore politico oltre che letterario, avendo l’obiettivo di affrancare gli scrittori maghrebini dall’abitudine della francofonia.
Tra noi, aria è stato pubblicato dalla casa editrice indipendente Emuse, specializzata nella valorizzazione delle culture letterarie del Mediterraneo, all’interno della collana Disàmara, dedicata alla poesia.




