Il libro della settimana: “Tra noi, aria”

di Tommaso Meo
Tra noi, aria

Tra noi, aria (Emuse, 2025, pp. 132, €16) è una raccolta di testi che si colloca nella terra di mezzo che sembra separare ma in realtà congiunge prosa e poesia. Autore è Mohammed Bennis, classe 1948, considerato uno dei massimi letterati marocchini viventi. A lui si deve, per inciso, un ruolo nell’istituzione nel 1999 della Giornata mondiale della Poesia da parte dell’Unesco. L’elemento ispiratore del volume è tratto dalla filosofia occidentale ed è l’arché individuato dal naturalista Anassimene: l’aria, che nei suoi passaggi di stato – rarefazione e condensazione – costituisce il principio dell’esistente. Ma per l’autore essa è anche il luogo in cui l’Io e il Tu si incontrano e, dunque, la condizione di possibilità della relazione e dell’amore.

Bennis possiede una solida conoscenza della poesia classica, araba e non solo. Per la sua scrittura ha scelto però la via della sperimentazione, rimodulando in modo originale la struttura della frase araba e adattandola a una rappresentazione visiva del verso che può ricordare da un lato le cancellature di Emilio Isgrò e dall’altro i calligrammi di Guillaume Apollinaire e di Stéphane Mallarmé. Tradurre in italiano tutto questo, cercando di non “tradire” il testo originale, non era facile. Jolanda Guardi e Hochine Benchina, che hanno raccolto la sfida, hanno dimostrato di essere all’altezza.
Bennis è un autore prolifico: ha pubblicato 14 raccolte di poesie e vari saggi. La sua modernizzazione della lingua araba ha assunto subito un valore politico oltre che letterario, avendo l’obiettivo di affrancare gli scrittori maghrebini dall’abitudine della francofonia.

Tra noi, aria è stato pubblicato dalla casa editrice indipendente Emuse, specializzata nella valorizzazione delle culture letterarie del Mediterraneo, all’interno della collana Disàmara, dedicata alla poesia.

Tra noi, aria di Mohammed Bennis (Emuse, 2025, pp. 132, €16)
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