di Andrea Spinelli Barrile
Se la Terra viene invasa dagli alieni e a salvare l’umanità è l’Africa: con questa saga fantascientifica la casa editrice Etan Comics consacra l’Africanfuturism e riscrive la storia coloniale, regalando alle nuove generazioni personaggi fieri delle proprie radici
Alieni colonialisti che arrivano da un pianeta lontano per occupare, depredare e schiavizzare la Terra. Ed è l’Africa, la grande Africa, che salverà l’umanità.
È la storia raccontata da Zufan (“trono” in amarico), l’ultimo fumetto della casa editrice Etan Comics, fondata dall’ingegnere aerospaziale etiope Beserat Debebe e con sede a Houston, in Texas. Zufan è un prodotto pensato per offrire alle nuove generazioni di africani e della diaspora dei simboli di giustizia, uguaglianza e speranza in cui potersi immedesimare, sfidando la narrativa classica occidentale sui supereroi con un progetto originale e autentico, nonostante affondi le radici negli Stati Uniti.
Il coinvolgimento di soli artisti e creativi del continente africano (che oggi collaborano anche con grandi major come Disney e Netflix) vuole portare alla creazione di storie fantasy e sci-fi radicate nella storia, nella mitologia e nelle culture africane, ambientate in città contemporanee. Zufan è il primo numero di questa nuova saga cartacea: una narrazione sci-fi e un riadattamento in chiave Africanfuturism e fantascientifica della storica invasione italiana dell’Etiopia del XIX secolo; in particolare della battaglia di Adua e delle tensioni dell’epoca.
Debebe è nato ad Addis Abeba e da sempre è un appassionato di supereroi: cresciuto con l’animazione Marvel/Dc e i fumetti occidentali, dopo la laurea in ingegneria aerospaziale negli Stati uniti ha deciso di colmare la totale assenza di storie basate sul folklore, la lingua e l’eredità storica etiope, mettendosi a scriverle in prima persona. Le storie hanno quindi una natura paneuropea e panafricana della produzione: di Zufan, i testi sono di Debebe, ma i disegni e la parte visiva sono affidati a un team di professionisti africani di alto profilo (tra cui i disegnatori Stanley Obende e Kelechi Nwaogwugwu, i colori di Toyin Ajetunmobi e l’editing di Bezawit Getachew e Chuck Pineau).

A differenza dell’Afrofuturismo classico, spesso radicato nell’esperienza della diaspora afroamericana, come Black Panther della Marvel, Etan Comics fa proprio il concetto di Africanfuturism: storie scritte, prodotte e radicate direttamente nel continente africano. L’obiettivo è decostruire l’immaginario occidentale e coloniale che ha sempre associato l’Africa solo a povertà o contesti rurali, proiettando invece le culture locali in scenari sci-fi, fantasy e cyber-punk urbani e iper-tecnologici, come la Addis Abeba di Jember e Hawi, il primo supereroe e la prima supereroina etiopi. L’esempio perfetto dell’approccio di Etan Comics è proprio la saga Zufan. L’opera prende come riferimento storico reale la Conferenza di Berlino del 1884, dove si sancì la corsa, o meglio la spartizione, all’Africa, e la successiva Battaglia di Adua del 1896, in cui l’Etiopia sconfisse l’esercito italiano rimanendo l’unico Paese africano a non essere mai stato colonizzato.
La “corsa all’Africa” post 1884, in Zufan diventa una “corsa alla Terra” da parte di diverse fazioni aliene tecnologicamente avanzate. Qui, sul nostro pianeta, l’unico continente a resistere compatto all’invasione extraterrestre è l’Africa, grazie a una complessa alleanza: la narrazione si sviluppa come un vero e proprio thriller politico e diplomatico in cui la protagonista, Zufan Tesfa, è in corsa per la presidenza dell’Alleanza Africana e deve mediare tra i conflitti interni delle varie province e le trame sotterranee degli alieni, che cercano di sfruttare le divisioni umane per rompere la resistenza.
Beserat Debebe, in una recente intervista al quotidiano texano Houston Chronicle, ha detto di voler utilizzare lo strumento del fumetto e del crowdfunding sulla piattaforma Kickstarter per valorizzare la bellezza e la potenza della scrittura e della cultura locale (come l’alfabeto Ge’ez), dando al contempo stabilità economica e visibilità globale ad artisti che vivono in Africa o che sono membri della sua diaspora e cercano spazio per raccontare le proprie radici.
Verso i lettori il progetto di Etan Comics si pone invece come mezzo di soft power e di educazione storica, offrendo alle nuove generazioni eroi in cui identificarsi che non mutuano i propri valori o la propria estetica da modelli europei o americani, ma dalla propria eredità storica e mitologica.



