L’inerzia della politica lascia centinaia di donne emarginate esposte a violenze e discriminazioni. Amnesty International denuncia la mancanza di una legge che punisca i persecutori e chiede interventi urgenti di sensibilizzazione
di Andrea Spinelli Barrile
La stregoneria è ancora una ferita aperta nella società ghanese e, secondo Amnesty international, il parlamento e il governo sono in grave ritardo nell’approvazione di una legge contro le accuse di stregoneria.
Le accuse di stregoneria di solito nascono in ambito familiare o comunitario, spesso in seguito a un evento tragico come una malattia o la morte di un parente: le donne anziane che vivono in povertà, con problemi di salute o disabilità, sono le persone maggiormente a rischio di essere accusate di stregoneria, ma lo stesso vale per quelle donne che non si conformano agli stereotipi di genere. L’accusa di stregoneria è uno stigma violento e, secondo Lamnatu Adam, direttore esecutivo di Songtaba, ong partner di Amnesty in Ghana, «viola il diritto di una persona alla vita, alla sicurezza e alla non discriminazione, e deve essere criminalizzata». Ma la politica, nonostante tutto, sembra refrattaria a metterci mano.
Nel 2020 in Ghana fece scandalo la vicenda che portò alla tragica morte di Akua Denteh, una donna di 90 anni accusata di stregoneria, che fu linciata a morte da altre due donne davanti a una folla nel suo villaggio natale di Kafaba, nella regione della savana, nel Ghana settentrionale. Le due assassine furono condannate, tre anni dopo, a 12 anni di carcere per omicidio colposo. La vicenda di Akua Denteh è solo una tra le tante: secondo Amnesty sono centinaia le donne costrette a lasciare la loro comunità per paura di essere uccise, inseguite da accuse impossibili da scacciare.
Il disegno di legge contro le accuse di stregoneria è stato approvato dal parlamento ghanese nel luglio 2023 e l’obiettivo era rendere illegale accusare le persone di stregoneria ma anche istituire misure di protezione e sistemi di supporto per gli accusati e fornire un chiaro percorso legale per le vittime al fine di ottenere giustizia. Tuttavia, quella legge non fu mai firmata dall’allora presidente, Nana Akufo-Addo, che motivò questa decisione con vaghe preoccupazioni di incostituzionalità. Da allora, nessun disegno di legge in materia è stato ripresentato al parlamento.
In Ghana questo fenomeno è particolarmente gravoso: in un rapporto dell’aprile 2025, Amnesty international ha documentato la situazione in quattro campi informali dove centinaia di persone accusate di stregoneria. Lì, principalmente donne anziane, vivevano con accesso insufficiente a servizi sanitari, cibo, alloggi sicuri, acqua potabile e opportunità economiche.
Tuttavia, criminalizzare solamente le accuse di stregoneria non risolverebbe il problema: sebbene alcune iniziative di sensibilizzazione siano state condotte da ong e a livello di governo locale, queste non sono sufficienti a combattere in modo esaustivo gli stereotipi legati alle accuse di stregoneria. Secondo una dichiarazione di Hannah Osei, direttrice ad interim di Amnesty International Ghana, «il governo dovrebbe istituire una campagna di sensibilizzazione nazionale a lungo termine per contrastare le pratiche culturali e sociali che discriminano le donne e gli anziani» anche perché, sebbene la credenza nella stregoneria sia tutelata dal diritto internazionale, le pratiche dannose che ne derivano non lo sono, e coloro che ne sono colpiti necessitano di protezione.



