A 25 anni dalle Torri Gemelle, il centro di al-Qaeda ora è l’Africa

di claudia
somalia

La rete del terrore che colpì gli Stati Uniti l’11 settembre 2001 ha mutato pelle e abbandonato i vecchi centri di potere per radicarsi nel continente e lungo le rotte strategiche del Mar Rosso

di Maria Scaffidi

A 25 anni dall’attentato alle Torri Gemelle di New York, il fermo immagine su al-Qaeda è molto diverso da quello del 2011: l’organizzazione terroristica continua a esistere e a cambiare sono state le modalità operative e la sua geografia. Al-Qaeda c’è ancora, ma il jihadismo globale non ruota più attorno a un’unica organizzazione, a un’unica leadership o a un unico centro. I suoi discendenti, affiliati, scissionisti e rivali si sono ormai radicati in conflitti a migliaia di chilometri dall’Afghanistan, che intanto è tornato in mano ai talebani.

La piattaforma indipendente specializzata sui conflitti armati Acled in una sua analisi segue le diramazioni di al-Qaeda, oggi lontane da quello che era stato il suo centro. Pur mantenendo una presenza seppur minore in Afghanistan, e pur avendo perso le sue basi in Iraq e in Siria a favore di altri gruppi, al-Qaeda – sottolinea Acled – ha oggi i suoi principali spazi di manovra in Africa, in particolare nel Sahel e in Somalia.

L’espansione del Jnim nel Sahel

Nel Sahel – dice Heni Nsaibia, Senior analyst di Acled – è il Gruppo di sostegno all’islam e ai musulmani (Jnim) che sta progressivamente crescendo. Affiliato ad al-Qaeda, Jnim ha esteso la propria influenza dalle roccaforti nel Mali settentrionale e centrale a gran parte del Burkina Faso, fino a raggiungere il Niger, il Benin, il Togo e la Nigeria. E a febbraio 2026 ha lanciato un’offensiva coordinata su scala regionale nel Sahel centrale e nel Benin.

Oltre che su un piano geografico, il Jnim ha esteso la propria attività alle principali città e alle infrastrutture strategiche, sferrando attacchi mirati contro gli aeroporti di Bamako e Niamey, mentre si trova sempre più in competizione con lo Stato Islamico (Isis) per l’influenza nella regione. «La domanda ora è se il Sahel stia diventando un nuovo centro di gravità per al-Qaeda» è la domanda conclusiva che si pone l’analista di Acled.

Somalia, la roccaforte di Al-Shabaab

In termini di quantità di attacchi, la Somalia resta però al primo posto. Qui Al-Shabaab – anch’essa affiliata ad al-Qaeda – solo nel corso del 2026 ha firmato 2.300 azioni violente. «Al-Shabaab genera inoltre ingenti entrate attraverso reti presenti in tutta la Somalia e nella regione circostante, nonostante un certo indebolimento di tali operazioni a Mogadiscio» scrive Ladd Serwat, Senior analyst di Acled per l’Africa.

Una situazione di insicurezza che secondo Serwat rischia di peggiorare nel 2027: «Il ritiro annunciato da parte degli Stati Uniti del sostegno finanziario e logistico all’Ufficio di sostegno delle Nazioni Unite in Somalia entro dicembre 2026 minaccia la sostenibilità delle operazioni di mantenimento della pace dell’Unione Africana sostenute da tali finanziamenti. La riduzione della capacità operativa dell’Unione Africana potrebbe consentire ad al-Shabaab di riconquistare territori e intensificare la pressione sulle città controllate dal governo».

Yemen e lo snodo del Mar Rosso

Fuori dall’Africa, ma proprio a ridosso delle sue vie di comunicazione marittime è infine da segnalare la presenza di al-Qaeda in Yemen. Benché militarmente ridimensionata, al-Qaeda nella Penisola arabica (Aqap) è riuscita a sopravvivere, diventando facilitatrice di connessioni attraverso il Mar Rosso. In Yemen, Aqap può contare su circa 2.000 combattenti che sembrano aver modificato il loro focus spostandosi dai campi di battaglia a posizioni di «facilitatori regionali». La Somalia è a poche miglia nautiche di distanza e questo secondo gli esperti di Acled consente loro di essere tramite per il trasferimento di armi, droni e per traffici illeciti di vario tipo.

«Quindi Aqap – dice Sherwan Ali, analista di Acled per lo Yemen – è un buon esempio di come possa sopravvivere ed evolvere oggi un gruppo affiliato di al-Qaeda: molto meno visibile sul piano militare, ma radicato a livello locale, capace di adattarsi e collegato a una rete regionale più ampia».

Condividi

Altre letture correlate: