Secondo il rapporto di Sbm Intelligence, oltre 7.800 persone sono state rapite in un anno. Boko Haram e i gruppi armati prendono di mira le scuole, mettendo in crisi il presidente Bola Tinubu
di Andrea Spinelli Barrile
L’ultimo anno di sequestri di persone a scopo estorsivo sono valsi ai gruppi armati nigeriani quasi cinque milioni di euro in riscatti, secondo quanto ha rivelato l’agenzia di analisi e intelligence nigeriana Sbm intelligence. Stando a questi dati, tra luglio 2025 e giugno 2026 in Nigeria sono state rapite 7.825 persone con un aumento del 66% rispetto all’anno precedente. Almeno 1.142 persone sono state uccise e il totale dei riscatti pagati, confermati, è più che triplicato rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 7,78 miliardi di naira (4,95 milioni di euro).
Le cifre sono state ricavate da articoli di stampa, interviste e informazioni disponibili al pubblico e Sbm ha precisato che si tratta di stime prudenti poiché molti pagamenti di riscatto non sono mai stati resi pubblici. Secondo Sbm, una fazione del gruppo islamista Boko Haram ha riscosso il 90% dei riscatti registrati per i rapimenti nel nord-est, ma nel nord-ovest si sono verificati più incidenti e un maggior numero di vittime.
Il fenomeno dei sequestri a scopo di riscatto è al centro della crescente crisi di sicurezza in Nigeria, dove uomini armati prendono di mira scuole, villaggi e strade principali: i rapitori, tra cui banditi pesantemente armati e militanti islamisti, tengono prigioniere le loro vittime per settimane o mesi fino al pagamento del riscatto. Sbm ha stimato che Boko Haram quest’anno abbia ricevuto gran parte del denaro da due episodi specifici in cui in totale sono state sequestrate oltre 600 persone.
Le scuole continuano a essere bersaglio di attacchi a distanza di oltre un decennio dall’incursione di Boko Haram in una scuola di Chibok, nello stato di Borno, che ha portato questi rapimenti all’attenzione internazionale. A novembre, ad esempio, circa 315 tra alunni e personale scolastico sono stati rapiti da una scuola di Papiri, nello stato del Niger: «I rapimenti scolastici sono tornati in auge e l’attacco di Papiri ha riportato in auge una tattica i cui costi si ripercuotono sull’istruzione, sull’agricoltura e sulla fiducia pubblica», si legge nel rapporto dell’Sbm.
La crisi della sicurezza in Nigeria sarà una questione centrale nelle prossime elezioni di gennaio: quando è salito al potere tre anni fa, il presidente Bola Tinubu si è impegnato, come i suoi predecessori, ad affrontare il problema dell’insicurezza, ma la recente ondata di rapimenti dimostra che questa politica non ha prodotto progressi tangibili.
Anche la scorsa settimana, Tinubu, ha ordinato alle Forze armate, alla polizia e ai servizi segreti di avviare immediatamente un’operazione coordinata per liberare le vittime del recente sequestro di massa nello Stato del Niger.
Il capo di Stato nigeriano si è detto «indignato» per il rapimento e l’omicidio di persone innocenti, promettendo che gli autori dell’attacco non resteranno impuniti.



