Aprile 1994, in Ruanda gli estremisti hutu realizzano un piano di violenza e morte su vasta scala per sterminare la popolazione tutsi, ma che colpisce anche molti hutu non allineati. In tre mesi, secondo le Nazioni Unite, il genocidio porta all’uccisione di almeno ottocentomila persone. In questo saggio vengono ripercorse le tappe di questa enorme tragedia, la modalità di realizzazione, le premesse storiche, le ambiguità della comunità internazionale, il ruolo dei media e, infine, le questioni della giustizia e della memoria. Il lavoro è sostenuto e arricchito da discorsi dei protagonisti sul campo, comunicati ufficiali governativi, testi delle risoluzioni delle Nazioni Unite, trascrizioni di audio e contenuti radiofonici, sentenze emesse dal Tribunale Internazionale per il Ruanda.




