Il Consiglio dei ministri del Benin ha approvato l’esenzione totale dalle tasse scolastiche per le ragazze che frequentano le scuole medie e superiori pubbliche in tutti i 77 comuni del Paese, a partire dal prossimo anno scolastico. La misura punta a trasformare l’istruzione femminile in un investimento strutturale anziché in un mero costo sociale. Dal provvedimento restano tuttavia esclusi i percorsi tecnici e professionali, un settore dove il divario di genere è storicamente profondo e dove le studentesse rappresentano appena il 31% degli iscritti complessivi.
L’iniziativa, ratificata questo mese nell’ambito di un bilancio supplementare che prevede anche investimenti per la rete delle mense scolastiche, richiederà uno stanziamento annuo di oltre 3,5 miliardi di franchi Cfa (circa 6,2 milioni di dollari). Si tratta del traguardo finale di una politica di lungo termine avviata nel 2010 con la gratuità della scuola primaria e progressivamente estesa dal governo del presidente Patrice Talon. Rispetto al periodo precedente al 2016, quando l’abolizione delle tasse tutelava circa un milione di alunni delle elementari, la nuova estensione porterà a oltre due milioni il numero delle studentesse beneficiarie.
L’urgenza dell’intervento in Benin è strutturale: secondo il Piano nazionale per l’istruzione femminile, sviluppato dal governo con il supporto dell’Unicef, appena il 25,2% delle ragazze riesce a completare il ciclo secondario superiore. Oltre alle barriere economiche, sull’abbandono scolastico pesano i matrimoni infantili e le gravidanze precoci, con criticità acute nelle regioni settentrionali del Paese. Nella sola provincia di Alibori, ad esempio, l’Unesco ha registrato più di 1.120 gravidanze tra le studentesse delle superiori in un singolo anno scolastico.



