Sierra Leone – Marcia contro la violenza sessuale a Freetown

di Marco Simoncelli

Centinaia di persone hanno marciato ieri nella capitale della Sierra Leone per manifestare contro la violenza sulle donne e lo stupro. Alla base della mobilitazione c’è il fatto che nella nazione dell’Africa occidentale i casi di violenza sessuale sono in aumento e sono in molti a chiedere l’inasprimento delle pene, ricorda Afp.

Tra le 300 e le 400 persone hanno preso parte a una marcia pacifica che ha percorso le strade della città sierraleonese per 5 km con in testa al corteo la first lady Fatima Bio e il ministro della Giustizia, Priscilla Schwartz.

L’evento è stato organizzato il giorno dopo il lancio della campagna “non toccate le nostre ragazze”, lanciata proprio da Fatima Bio per lottare contro i matrimoni e le gravidanze precoci, oltre al traffico e allo sfruttamento della prostituzione. Al lancio della campagna hanno partecipato anche le first lady di Liberia, Niger, Ciad, Ghana e Gambia.

Il codice penale attuale della Sierra Leone prevede pene dai 5 ai 15 anni di reclusione per chi commette violenze sessuali, ma secondo le statistiche della polizia i casi sono raddoppiati nell’ultimo anno. Dai 4.750 registrati nel 2017 si è passati a 8.505 nel 2018. Tre quarti delle vittime hanno un’età inferiore ai 15 anni. Secondo l’associazione Rainbow Initiative, sono almeno 150 le donne che in media ogni mese restano incinte a causa di stupri in Sierra Leone.

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