Aiutiamo chi lotta in Africa | Un Premio e Una Medaglia per ricordare Raffaele Masto

di Diego Fiore
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L’attivista keniano Tony Mwebia ha dato vita a una campagna online per mettere la parola fine alle mutilazioni genitali femminili in un Paese dove circa quattro milioni di bambine le hanno subite. «È una battaglia di civiltà – ha spiegato – che non può essere delegata solo alle donne». Leah Namugerwa, 15 anni, ugandese, manifesta in piazza ogni settimana per protestare contro il governo che non mette al bando i sacchetti di plastica. «Non sto facendo niente di speciale – si schermisce –. Avere a cuore la salute del mondo in cui vivo significa pensare al mio futuro e a quello dei miei cari». Il giornalista congolese Fammy Mikindo dirige una piccola tivù indipendente da cui denuncia i soprusi e la corruzione di politici e militari nel Sud Kivu flagellato dalle violenze: «Hanno tentato più volte di soffocare la nostra voce. Un giorno forse ci riusciranno, ma dovranno usare la forza». Odigha Odigha, ambientalista nigeriano, si batte per salvare l’ultima foresta dello Stato di Cross River, devastato da multinazionali e compagnie del legno. «In questo polmone verde vivono alberi secolari, scimpanzé, elefanti e altre specie minacciate», spiega l’uomo, anch’egli bersaglio di minacce e più volte arrestato. In Sudafrica, Nonhle Mbuthuma ha organizzato la resistenza di cinque villaggi a devastanti progetti minerari.

L’Africa è piena di cittadini – spesso donne, spesso giovani – che fanno cose eccezionali senza suscitare l’interesse dei grandi media internazionali. La nostra rivista cerca di squarciare questo silenzio, puntando i riflettori sulla vitalità della società civile: nei villaggi come nelle periferie delle metropoli. Facciamo conoscere attivisti, intellettuali, studenti, giornalisti, citizen journalist, blogger, ambientalisti, sindacalisti, artisti… menti brillanti e ambiziose, che hanno deciso di restare malgrado le difficoltà, di darsi da fare per migliorare non solo la propria condizione ma anche quella delle loro comunità e Paesi. Coraggiosi che operano in situazioni difficili, mettendo talvolta a repentaglio la vita, e che con tenacia conducono battaglie per la difesa dei diritti umani, delle libertà individuali, per la tutela delle comunità locali, delle minoranze, dei dissidenti, dell’ambiente…Talvolta riescono a fare la storia (pensiamo ai regimi rovesciati con la forza delle idee), tavolta soccombono o faticano ad avere la meglio su poteri spietati. Per dare loro visibilità e sostegno è nato il Premio “Raffaele Masto” – dedicato al nostro amico e redattore scomparso lo scorso marzo, una vita trascorsa a raccontare la voglia di liberazione e riscatto del continente, insignito dal Comune di Milano della Medaglia d’Oro alla Memoria – a favore dell’attivismo civico in Africa. Un’iniziativa voluta dal gruppo “Amici di Raffa”, con il supporto della Fondazione Amani Onlus e della nostra rivista. È un riconoscimento pubblico e un aiuto concreto rivolto a chiunque in Africa si opponga alle vessazioni, all’illegalità e alle prevaricazioni, dando prova di audacia e talento, abnegazione e generosità, coraggio e integrità morale, dedizione incondizionata ai diseredati e agli oppressi. Tutti possono contribuire a sostenere questo Premio che intende promuovere le migliori risorse del continente africano. 

(Marco Trovato)

 

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