Gli strani fondi del figlio di Sassou-Nguesso

di Enrico Casale
Denis Christel Sassou-Nguesso
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In un rapporto presentato ieri, 6 agosto, l’Ong Global Witness accusa Denis Christel Sassou-Nguesso, figlio del presidente del Congo Brazza, di essersi appropriato di 50 milioni di dollari di denaro pubblico. Secondo Global Witness, tra il 2013 e il 2014, Denis Christel avrebbe sottratto i fondi attraverso società di comodo con sede a Cipro. La Gabox, una di queste società la cui proprietà viene fatta risalire proprio al figlio del capo dello Stato, avrebbe beneficiato di un falso appalto pubblico per partecipare allo realizzazione di una mappa geologica della Repubblica del Congo

.«Il governo congolese ha firmato un contratto con la società brasiliana Asperbras e poi Asperbras ha firmato un falso subappalto con la società cipriota Gabox – afferma Mariana Abreu di Global Witness -. In realtà, Gabox è una società a responsabilità limitata di proprietà di Denis Christel».

Secondo la ricostruzione di Global Witness, al centro di questa vicenda, ci sarebbe un misterioso intermediario portoghese: José Veiga, amico della famiglia Sassou-Nguesso, a capo della filiale congolese del gruppo brasiliano Asperbras. Nel 2013, una consociata americana di Asperbras ha stipulato un contratto da 675 milioni di dollari con il governo congolese.

Due settimane dopo, José Veiga ha creato una società con sede a Cipro, e le dà nome Gabox. Quest’ultima poi ha ottenuto dapprima un subappalto per disegnare una mappa geologica del Congo, quindi avrebbe ricevuto due trasferimenti da Asperbas per complessivi 46 milioni di dollari.

Le indagini condotte dalla polizia portoghese hanno messo in evidenza come Gabox fosse interamente di proprietà di Manzapo, una seconda società creata da José Veiga, anch’essa con sede a Cipro. Nel 2014, Manzapo ha ricevuto 4,4 milioni di dollari dalla consociata americana di Asperbras.

L’ultimo passaggio di questo denaro sarebbe una terza società cipriota: Alicero. Alla sua testa troviamo Denis-Christel Sassou-Nguesso, a cui José Veiga, secondo la ricorstruzone di Global Witness, avrebbe ceduto «tutte le sue azioni» nelle diverse società. È quindi lui che avrebbe incassato circa $ 50,5 milioni. Fondi pubblici secondo Global Witness, che sono stati successivamente trasferiti in diversi Paesi europei.

L’Ong afferma inoltre di avere accesso ai documenti che dimostrano i legami tra il figlio del presidente congolese e José Veiga. Questi documenti registrati a Brazzaville includono un trasferimento di proprietà dell’azienda da José Veiga a Denis Christel Sassou-Nguesso. «Non siamo riusciti a determinare come sono stati utilizzati quei fondi. È molto probabile che questo denaro rubato al tesoro pubblico congolese sia stato speso in modo stravagante e per cose lussuose», conclude afferma Mariana Abreu.

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