Il parlamento del Senegal ha eletto l’ex primo ministro Ousmane Sonko come proprio presidente. Sonko, che diventa così la seconda carica dello Stato, è stato votato all’unanimità dai 130 deputati del suo partito, il Pastef, sui 165 totali dell’Assemblea nazionale.
Nel suo discorso di insediamento il nuovo presidente del parlamento ci ha tenuto a rassicurare l’esecutivo: non ci sarà «nessuna vendetta», «nessun blocco», nessun «caos», ma un controllo rigoroso. «Non userò questa istituzione per vendette personali», ha assicurato.
L’elezione di Sonko a presidente dell’Assemblea nazionale è contestata sul piano giuridico. Al momento del voto, 32 deputati dell’opposizione hanno abbandonato l’aula per protesta. Secondo gli oppositori, la reintegrazione di Sonko come deputato è illegale: avendo precedentemente ricoperto la carica di capo del governo, l’esponente politico avrebbe perso il mandato elettorale ottenuto con le elezioni legislative del novembre 2024.
Sonko è stato licenziato venerdì scorso dal presidente della Repubblica e suo ex alleato Bassirou Diomaye Faye, anche lui eletto tra le file del Pastef.



