È morto Calchi Novati, uno dei suoi ultimi interventi al workshop di «Africa»

di Enrico Casale
Gian Paolo Calchi Novati
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Oggi, 2 gennaio 2017, è morto Gian Paolo Calchi Novati. Chi, in Italia (ma non solo), ama l’Africa non può non essersi imbattuto almeno una volta in un suo libro, un suo articolo, un suo intervento in un seminario o in un workshop. Era indubbiamente uno dei maggiori esperti del continente africano nel nostro Paese. Docente di Storia e istituzioni dei Paesi afro-asiatici, aveva insegnato in diverse università italiane, ma anche in Africa (Etiopia, Kenya, Tunisia) e America centrale (Messico). È stato preside della facoltà di Scienze Politiche nell’Università di Pavia, dove ha guidato il Dipartimento di Studi Politici e Sociali e fellow senior research del Programma Africa dell’Istituto per gli studi di politica internazionale di Milano.

Noi di «Africa» lo vogliamo ricordare per il suo intervento al workshop che si è tenuto a novembre. Probabilmente, uno degli ultimi interventi che il professore ha tenuto in pubblico. Lo avevamo contattato a ottobre e, nonostante fosse già da tempo malato, aveva accettato di partecipare. Fin da subito ci è apparso ben lontano dall’immagine del «barone universitario». «Ti prego – mi disse al telefono – non darmi del lei. Ci occupiamo della stessa materia da anni. Ci conosciamo da tempo. È giusto che ci sia un po’ di confidenza tra noi».

Il pomeriggio del workshop è arrivato da Roma da solo in treno. Si è accomodato al tavolo dei relatori e ha iniziato a parlare. E, anche in questo caso, ci è parso molto distante dalla prosa accademica. Tra i pregi di Calchi Novati c’era quello di saper parlare in modo semplice, diretto ma, allo stesso tempo, autorevole e approfondito. Per più di un’ora ci ha intrattenuto sull’Etiopia, ricostruendo i passaggi storici cruciali che hanno portato alla crisi attuale. L’uditorio era come incantato. Le sue parole volavano in un silenzio rispettoso. Molti prendevano appunti. Al termine della relazione è stato investito da un fuoco di fila di domande. E, anche dopo aver risposto a tutti, molti del pubblico lo hanno fermato fuori dalla sala per chiedergli chiarimenti.

Un successo che derivava dal suo prestigio e dalla sua capacità di entrare con competenza nel cuore del tema affrontato. La redazione di «Africa» gli è grata per aver dato il suo contributo al workshop e vuole ricordarlo con l’affetto e l’amicizia che lui ci aveva riservato.
Enrico Casale

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