Dal 2027 anche il Congo sarà visa-free per gli africani

di Tommaso Meo
L'ombra di un aereo sorvola un campo verde.

Il presidente congolese Denis Sassou Nguesso ha annunciato l’abolizione dei visti d’ingresso per tutte le persone dotate di passaporto africano. La misura, che sarà effettiva a partire dal 1 gennaio 2027, è stata presentata dallo stesso Nguesso come «un importante passo avanti verso l’integrazione continentale».

L’annuncio è stato fatto lunedì 25 maggio durante la celebrazione della Giornata dell’Africa e a margine delle riunioni annuali della Banca africana di sviluppo (Afdb). Nguesso ha ribadito la sua volontà di «promuovere la libera circolazione dei cittadini africani» e rafforzare gli scambi economici, culturali e umani nel continente, una decisione che inserisce la Repubblica del Congo in una dinamica panafricana già in atto, con diversi Stati africani che hanno semplificato o eliminato l’obbligo di visto per i cittadini del continente. Tra questi figurano Ruanda, Benin, Seychelles, Gambia, Ghana e, di recente, Togo.

Secondo le autorità congolesi, questa riforma sostiene le ambizioni dell’Area di libero scambio continentale africana (Afcfta), considerata uno dei principali motori dell’integrazione economica africana. Come dicono diversi studi, agevolare la mobilità potrebbe dare impulso al turismo, agli investimenti e al commercio intra-africano, che è ancora considerato debole rispetto ad altre regioni del mondo. Il provvedimento congolese entrerà in vigore dopo l’adozione dei necessari accordi amministrativi e di sicurezza.

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