04/02/2015 – Libia – L’Italia chiude l’ambasciata a Tripoli?

di Enrico Casale

Secondo quanto si apprende da fonti libiche l’ambasciata italiana a Tripoli potrebbe essere chiusa a breve. La notizia dell’assalto di Ansar al Sharia, la formazione integralista islamica che si richiama all’Is, alla piattaforma petrolifera della francese Total, con un dirigente sequestrato (ma potrebbero essere anche di più) e cinque impiegati sgozzati (non si ha conferma ufficiale delle nazionalità), rappresenta infatti per l’Italia un ulteriore segnale che la situazione rischia di precipitare anche a Tripoli.
L’attacco all’hotel Corinthya della settimana scorsa, con l’uccisione di due cittadini americani e altri stranieri, rivendicato proprio dai terroristi è un segnale che le «truppe» delle formazioni alleate di Isis vogliono conquistare Tripoli, issando la bandiera del Daesh in quella che fu la piazza della Rivoluzione.
In questi mesi, l’ambasciata italiana è sempre stata aperta, diventando un punto di riferimento della comunità internazionale (le cui rappresentanze diplomatiche sono state chiuse da tempo) e il luogo del possibile dialogo per la pacificazione della Libia. L’Italia ha favorito il dialogo tra le parti.
Ma ora c’è il convitato di pietra che rischia di far saltare tutto. L’Isis, Ansar al Sharia, è interessata a far saltare qualsiasi tentativo di stabilizzazione del Paese e naturalmente l’ambasciata italiana potrebbe diventare un obiettivo della loro offensiva militare. Del resto, nell’ultimo documento dell’Isis si accenna all’Italia come di un obiettivo strategico degli integralisti islamici. – Lastampa.it

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