Tanzania, alto funzionario di polizia bandito dagli Usa: è accusato di gravi violazioni dei diritti umani

di Tommaso Meo
Faustine Jackson Mafwele

Gli Stati Uniti hanno vietato l’ingresso nel loro territorio a un alto funzionario di polizia tanzaniano, il vicecommissario Faustine Jackson Mafwele, a causa del suo presunto coinvolgimento in gravi violazioni dei diritti umani. Mafwele è accusato da Washington di aver partecipato ad atti di tortura e violenza sessuale contro due attivisti per i diritti umani in Tanzania, un cittadino keniota e una cittadina ugandese, che si trovavano a Dar es Salaam lo scorso anno per assistere al processo del leader dell’opposizione tanzaniana, Tundu Lissu.

Come spiega una nota ufficiale del segretario di Stato americano, Marco Rubio, la decisione è stata presa sulla base di informazioni credibili che lo accusavano il pubblico ufficiale di essere coinvolto in gravi casi di violazioni dei diritti umani. Secondo Washington, gli eventi risalgono allo scorso maggio, quando l’attivista keniota Boniface Mwangi e la giornalista ugandese Agather Atuhaire sono stati arrestati e maltrattati la sera prima della loro partecipazione al processo contro Lissu, una figura chiave dell’opposizione tanzaniana. I due attivisti, scomparsi per diversi giorni e poi ricomparsi in gravi condizioni cliniche, sostengono di essere stati vittime di torture e violenze sessuali durante la loro detenzione. Mwangi ha descritto atti di abuso fisico e Atuhaire dice di essere stata violentata. Le autorità tanzaniane hanno respinto queste accuse.

Tundu Lissu, bersaglio di un attentato nel 2017 e arrestato più volte, ha a lungo denunciato gli attacchi contro l’opposizione. Le sue udienze attirano regolarmente osservatori internazionali e organizzazioni per i diritti umani.

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