Indice Globale della Fame: Burundi, Eritrea, Timor Est detengono il triste primato

di AFRICA

di Silvana Leone

cover_frompdfIn occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione del 16 ottobre sono stati diffusi i risultati dell’ultimo rapporto sull’Indice Globale della Fame realizzato dal Food Policy Research Institute, Welthungerhilfe e Concern Worldwide.

Dal rapporto, giunto alla sua nona edizione, emerge che i sedici paesi con i livelli di fame più allarmanti sono concentrati in Africa sub-sahariana e Asia meridionale. Il Burundi per il terzo anno consecutivo si trova al primo posto nell’Indice Globale della Fame, seguito da Eritrea, Timor Est e le isole Comore.

L’indice è calcolato sulla base di tre indicatori, la percentuale di popolazione denutrita, la percentuale di bambini sottopeso e il tasso di mortalità sotto i cinque anni di vita.

I paesi che dal 1990 hanno mostrano il più grande miglioramento sono Angola, Bangladesh, Cambogia, Ciad, Ghana, Malawi, Niger, Ruanda, Thailandia e Vietnam. Nonostante questi progressi nella lotta contro la fame, circa 805 milioni di persone nel mondo sono ancora cronicamente malnutrite.

Due miliardi di persone invece soffrono della cosiddetta “fame nascosta”, un tipo di fame spesso ignorato o sottovalutato, contraddistinto da una mancanza di vitamine e minerali che indebolisce il sistema immunitario, blocca la crescita fisica e intellettuale e può portare alla morte. La fame nascosta colpisce non solo il benessere dei singoli individui ma ha anche effetti sull’economia, tra cui la perdita di produttività, la povertà persistente e la riduzione del prodotto interno lordo di molti paesi.

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