Guinea Equatoriale, bilancio esplosione: 98 morti ma potrebbero essere anche di più

di Valentina Milani
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Si aggrava il bilancio delle vittime dell’esplosione nella caserma militare di Bata, città continentale della Guinea Equatoriale squarciata dal boato nel pomeriggio di domenica 7 marzo. Il numero dei morti è infatti salito, secondo i dati diffusi ieri sera dalla vicepresidenza della Repubblica, a 98 ma si teme possa aggravarsi ulteriormente. Tra le vittime ci sono sia civili che personale militare: nella caserma militare di Nkoantama infatti, costruita nel cuore di un quartiere residenziale, non erano stoccati solo munizioni ed esplosivi ma vi erano residenti anche diversi ufficiali e sottoufficiali, con le loro famiglie. Il numero ufficiale dei feriti è di 615, di cui 299 attualmente ricoverati all’ospedale regionale di Bata, al centro medico La Paz e al policlinico Guinea Salud.

Secondo alcune fonti di Africa Rivista dopo la grande esplosione di domenica pomeriggio continue piccole esplosioni sono andate avanti tutta la notte, fino all’alba di lunedì mattina. Il quartiere nei dintorni della caserma è stato interamente evacuato domenica pomeriggio e gli abitanti sono stati fatti rincasare solo nel pomeriggio di lunedì. Secondo il governo nessun edificio nella città di Bata, che conta 200.000 abitanti, è stato risparmiato dall’esplosione ma le cause non sono ancora state chiarite: dopo il primo boato delle ore 13 di domenica ci sono state almeno altre quattro esplosioni, seguite da altre piccole detonazioni durante tutta la notte. Si ritiene che la causa delle esplosioni sia un incendio occorso vicino al deposito di armi e munizioni della caserma, secondo il Presidente Obiang causato da alcuni fuochi accesi nelle vicine fattorie per bruciare erbacce. Una versione che indigna l’opposizione, che accusa il governo di puntare il dito contro la popolazione per non affrontare le proprie responsabilità.

Il governo spagnolo, di cui la Guinea Equatoriale è un ex-colonia, ha fatto sapere tramite il ministro degli Esteri Arancha Gonzalez Laya, lunedì pomeriggio, che il Regno di Spagna fornirà aiuti e assistenza sanitaria alla Guinea e anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso noto, in un tweet, di star preparando spedizioni di squadre di sanitari e forniture mediche.

Le immagini restituite da TVGE sono inquietanti, con i corpi tirati fuori da macerie di cemento e acciaio. Il Ministero della Salute guineano ha fatto sapere di aver istituito una task force di psicologi, una “brigata di salute mentale” per prendersi cura ed assistere psicologicamente i feriti. 

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