Una tribuna di legno stracolma di persone, prospiciente il Bagno di Fasilides a Gondar, dove i fedeli si immergono in memoria del battesimo di Cristo nel Giordano: si ĆØ improvvisamente sfasciata, lunedƬ 20 gennaio, causando dieci vittime e numerosi feriti, alcuni in gravi condizioni. Per gli ortodossi della Chiesa Tewahedo era la grande solennitĆ di Timkat, il battesimo di Gesù, che attira ogni anno centinaia di migliaia di pellegrini nella cittĆ dellāAmhara ricca di storia. Si trovava sul posto anche la presidente Sahle-Work Zewde, che nel suo intervento aveva esortato i giovani ad assumersi la responsabilitĆ di preservare il patrimonio culturale del Paese.
Il tragico incidente ha suo malgrado richiamato lāattenzione sul fatto che il Timkat ā o āEpifania etiopeā ā ĆØ stato dichiarato nel dicembre scorso dallāUnesco āpatrimonio culturale immaterialeā, il quarto nella lista etiopica dopo il Meskel (commemorazione dellāInvenzione della Croce da parte di Elena, madre dell’imperatore Costantino), il Gada (il sistema di governance tradizionale degli Oromo) e il Fichee-Chambalala (il Capodanno dei Sidamo).
Ma che cosa sāintende per āpatrimonio culturale immaterialeā? Lāespressione ĆØ abbastanza intuitiva, lāUnesco in ogni caso precisa che le tradizioni orali, le arti dello spettacolo, le pratiche sociali, il know-how dellāartigianato, eccetera, possono essere considerati āpatrimonio culturaleā allorchĆ© siano espressioni tradizionali, contemporanee e vive al tempo stesso; inclusive (stimolano un sentimento di identitĆ e di responsabilitĆ in rapporto alla comunitĆ e alla societĆ ); rappresentative (non tanto perchĆ© beni culturali di valore eccezionale quanto per il loro radicamento nella comunitĆ ); fondate sulle comunitĆ : nessuno può decidere al posto di una comunitĆ cosa sia patrimonio culturale.
in questo lavoro di redazione di una lista sempre aperta, ufficialmente cominciato in seguito a due apposite Convenzioni, datate 2003 e 2005, lāAfrica ĆØ per lāUnesco unāesplicita prioritĆ , anche se allo stato attuale non appare come la regione del mondo numericamente più rappresentata: 54 Ā«elementiĀ» per lāAfrica subsahariana sui 549 al momento elencati e distribuiti su 127 Paesi del mondo. In realtĆ la classificazione per Ā«gruppiĀ» non corrisponde esattamente a quella per continenti geografici, e ci sono elementi che ritornano in più Paesi per evidenti ragioni di continuitĆ culturale.
Ci limitiamo qui a segnalare, quasi a casaccio, alcune delle espressioni culturali repertoriate. In Algeria, la misurazione delle acque delle foggara, i sistemi di captazione dāacqua e irrigazione in ambiente desertico. In Botswana, il dikopelo, musica dei Bakgatla ba Kgafela. In Gambia e Senegal (Casamance), il rito dāiniziazione mandingo kankurang. In Niger, le pratiche e le espressioni della parentela per scherzo. E in Nigeria, le rappresentazioni teatrali kwagh-hir, radicate nei racconti dellāetnia tiv e visivamente esuberanti. Per il Sudan ā ma vale per praticamente tutto il Nord Africa nonchĆ© la penisola arabica e fino alla Giordania ā lāUnesco ha āsalvatoā le conoscenze, tradizioni e pratiche legate alla palma da datteri, una vera fonte di vita.
E poi⦠E poi, per i più curiosi o appassionati non rimane che consultare tutto un sito dedicato: è sufficiente cercare Intangible cultural heritage. O recarsi direttamente sul posto.
Foto (Ā© Direction du patrimoine culturel): āGnaoua della cittĆ ā. Lo gnaoua ĆØ una musica che anima un complesso rituale, presente in Marocco, il quale include pratiche africane ancestrali. La cultura gnaoua nasce nel mondo della schiavitù e della tratta nel XVI secolo
(Pier Maria Mazzola)
Ā


